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Pd e M5S contro lo 'scaricabarile' di Fontana. Piloni: 'Dia risposte' Degli Angeli: 'Rimedi ai suoi errori'

Sia Degli Angeli che Piloni sollevano ancora una volta dubbi e quesiti nel merito della gestione di Regione Lombardia. “La Giunta – dice il pentastellato – si nasconde dietro una delibera, ma i problemi sono altri. Ad esempio perché per i pazienti già ricoverati con sintomi, all’interno delle Rsa, non è stato previsto nessun distanziamento sociale".

Non si sono fatte attendere le repliche delle opposizioni dopo le dichiarazioni di questa mattina, venerdì 17 aprile, del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. Fontana, infatti, aveva sottolineato come la delibera regionale sui trasferimenti dei malati Covid-19 nelle Rsa fosse stata “proposta dai tecnici” e che era “responsabilità di Ats valutare se [nelle strutture, ndr] ci fossero le o meno le condizioni” per questi spostamenti.

Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Marco Degli Angeli ha infatti replicato: “Fontana farebbe meglio a prodigarsi nel cercare di porre rimedio agli errori commessi, piuttosto che tentare di promuovere una narrazione in cui le responsabilità sono sempre di qualcun altro. Prima era colpa del governo. Ora dei suoi tecnici. Una tesi assurda. E’ evidente come i tecnici forniscano indicazioni su di un sistema ideale, spesso distante da quella che è la realtà. Per questo esistono la politica e le Istituzioni, proprio per tradurre all’atto pratico le indicazioni, altrimenti perché non far governare direttamente i tecnici regionali? Questo tentativo di pulirsi la coscienza è inaccettabile”. “Il Governatore – chiosa l’esponente dei 5 stelle – fa quello che un’istituzione o un’azienda non dovrebbe mai fare ovvero scaricare colpe sui suoi collaboratori in un momento di crisi. Domani cosa farà, darà la colpa ai medici e agli infermieri?”. Degli Angeli poi aggiunge: “Dire oggi che la ‘colpa’ di quelle scelte non è sua ma di suoi sottoposti, i ‘tecnici’, significa: ammettere una colpa e cosa ben più grave, perdere la fiducia dei suoi collaboratori e in guerra questo significa la resa. Il presidente Fontana, anche oggi di fronte a migliaia di morti, recita il solo copione che, lungo tutta la durata di questa pandemia, è stato capace di recitare: lo scaricabarile. Questa narrazione è irricevibile: gli scaricabarile sono ridicoli e infantili ma confermano ancora una volta un approccio tipico dei leghisti. Finché va tutto bene il merito è solo loro, appena qualcosa va storto, e sta andando tutto storto, la colpa non è mai loro ma di qualcun altro”.

Presa di posizione netta anche da parte del consigliere regionale del Partito Democratico Matteo Piloni: “I contagi e i decessi avvenuti nelle RSA sono un fatto gravissimo e Regione Lombardia, più che fare lo scaricabarile, deve dare risposte, in primis ai cittadini. Non è giustificabile far passare tutta la catena di responsabilità nelle case di riposo per scontro politico. Le Ats hanno applicato una delibera regionale. Serve chiarezza”. “Prima di scaricare le responsabilità – ha aggiunto Piloni -, sarebbe opportuno partire dall’analisi di cosa è stato fatto e di cosa non è stato fatto. Accertato questo si capirà chi ha responsabilità e in che modo. Non ci interessano le polemiche, ma conoscere e far conoscere come si svolti i fatti. Le Rsa e gli Idr della nostra provincia si sono attivati fin dal 23 febbraio nel fronteggiare l’emergenza, chiudendo gli accessi ai parenti. Una scelta difficile che si è rivelata giusta. Gli operatori di queste strutture vanno supportati e ringraziati per il lavoro che stanno svolgendo”.

Sia Degli Angeli che Piloni sollevano ancora una volta dubbi e quesiti nel merito della gestione di Regione Lombardia. “La Giunta – dice il pentastellato – si nasconde dietro una delibera, ma i problemi sono altri. Ad esempio perché per i pazienti già ricoverati con sintomi, all’interno delle Rsa, non è stato previsto nessun distanziamento sociale, anzi se li tamponavano e non stavamo morendo li rimandavano in Rsa. Dove usavano gli scalda collo al posto delle mascherine. Dov’erano i dispositivi di protezione individuali promessi a medici e infermieri? Come sono state individuate le Rsa considerate idonee a ospitare i casi Covid usciti dagli ospedali?”. Gli fa eco l’esponente dem: “Per capire cosa è successo bisogna conoscere i dati. Molte legittime domande necessitano di risposte. Serve sapere il tasso di mortalità, in quali strutture sono stati ricoverati i pazienti positivi, di quanti ricoveri stiamo parlano. E ancora, chi ha proposto di inserire nella delibera di Giunta di accogliere i subacuti? Quanti dispositivi di protezione sono stati distribuiti al personale? Quanti tamponi sono stati effettuati ad ospiti e personale? Da quale giorno è iniziata la tamponatura? Quali direttive sono state date alle direzioni RSA e quando. Quali sono le realtà ancora sprovviste di dispositivi e attivarsi per fornirglieli”.

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