Cronaca
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Coronavirus e contromosse: parla casalasco una delle prime udienze civili da remoto

“La società che assisto è milanese ed io ho lo studio a Casalmaggiore – spiega l’Avv. Carlo Pellegri di Casalmaggiore – . Evitare alle parti complicati spostamenti ed inutili rischi mi è parso prioritario, così ho manifestato al giudice la mia disponibilità a celebrare l’udienza da remoto e la mia richiesta è stata accolta. Un’iniziativa apprezzata pure dalla cliente”.

CASALMAGGIORE – In tempi di epidemia anche il mondo della Giustizia si adegua e prepara le proprie contromosse. E’ di fine marzo l’approvazione, da parte di CSM e CNF, di linee guida per lo svolgimento, durante il periodo emergenziale, delle udienze, sia civili che penali, da remoto, mediante i programmi di videoconferenza. L’obiettivo è contenere il rischio di diffusione del Covid-19, salvaguardando, per quanto possibile, continuità ed efficienza del servizio giustizia.

In piena sospensione straordinaria (il nuovo termine fissato dal Governo per la ripresa dell’attività giudiziaria è l’11 maggio), giovedì mattina il Tribunale di Cremona, tra i territori più colpiti dal contagio, è stato teatro di una delle prime udienze civili (nel penale la prassi è invece già più consolidata da qualche tempo) celebrate da remoto. “La società che assisto è milanese ed io ho lo studio a Casalmaggiore – spiega l’Avv. Carlo Pellegri – . Evitare alle parti complicati spostamenti ed inutili rischi mi è parso prioritario, così ho manifestato al giudice la mia disponibilità a celebrare l’udienza da remoto, così come previsto dai recenti provvedimenti, e la mia richiesta è stata accolta. Un’iniziativa apprezzata pure dalla cliente”.

Un progetto quantomai utile in queste settimane di allarme per il diffondersi del Coronavirus, ma all’avanguardia ed innovativo per il futuro del processo online; un piano d’azione, che, se coltivato, consentirebbe un considerevole risparmio in termini di costi e di tempo. Un segnale importante per una Giustizia, spesso bistrattata per l’eccessiva durata dei processi e da anni carente di personale e risorse, che dà un concreto segno di vicinanza ai bisogni del cittadino e dimostra di sapere trasformare una crisi sanitaria ed economica in opportunità. “Questo virus è devastante per la nostra salute, per la tenuta del nostro Sistema sanitario, ma, se davvero saremo costretti a conviverci per i prossimi mesi, con le doverose opportune cautele, non possiamo permettergli di rubarci la nostra quotidianità, la nostra speranza, dobbiamo impedirgli di compromettere il nostro Ordinamento giuridico e, di conseguenza, la nostra comunità” commenta sempre l’Avvocato Pellegri.

Ricordiamo che CSM e CNF hanno approvato due Protocolli per la disciplina unitaria delle udienze da remoto, sia civili che penali, per il periodo di emergenza da epidemia Covid-19, nelle due fasi individuate: quella in corso, fino al 15 aprile, e la seconda fase dal 15 aprile al 30 giugno 2020. I protocolli indicano le modalità di attuazione delle norme contenute nell’articolo 83, comma 7 lettere f) (udienze civili tramite collegamento da remoto) e h (udienze civili tramite trattazione scritta) e comma 12 (video conferenza nel sistema penale) del Decreto Legge n. 18/2020, per le cause non differibili per il periodo fino al 15 aprile (almeno al momento) e per tutte le altre, dal 15 aprile al 30 giugno 2020.

I protocolli segnalano le modalità di rinvio fuori udienza e di svolgimento delle udienze civili e penali, nonché delle relative camere di consiglio, mediante collegamenti da remoto e incentivano la trasmissione degli atti urgenti per via telematica. Oltre a raccomandazioni sull’organizzazione dei servizi (predisposizione di turni per quelli indifferibili) e per gli uffici in particolare difficoltà, le linee guida – in vista della seconda fase di metà aprile – invitano i dirigenti a programmare tempestivamente l’attività, compresa la decisione dei rinvii di udienze, alla luce dell’esigenza prioritaria di contrasto del contagio.

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