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A Cremona il primato
dei contagi: dobbiamo
scoprire il perché

Fino ad oggi abbiamo lavorato per contenere, ridurre, fermare l’orda assassina sulla linea del Po, del Serio e dell’Oglio. Siamo stati bravissimi, eccezionali. Non molliamo. Continuiamo a lottare e prepariamoci alla fase 2 e a quella successiva, ma guardiamo ancora più avanti.

«Aiutati che il ciel ti aiuta». Nessuno può accusare cremonesi, cremaschi e casalaschi di scarso impegno nella guerra contro il covid-19.  Abbiamo donato milioni di euro. Medici, infermieri, tecnici hanno rischiato la pelle e troppi  l’hanno lasciata. I volontari hanno dato tutto quello che potevano e anche oltre. Sono stati scomodati americani e cubani e,prudentemente, sono stati dislocati i primi a Cremona e i secondi a Crema. E’ stato fatto di tutto e di più, e ancora moltissimo si sta facendo, ma il cielo non ci ha messo molto del suo. Almeno questo viene da pensare.  Nella nostra provincia i contagiati e i morti, in proporzione agli abitanti, sono stati da subito, i più alti d’Italia.  Continuano ad esserlo. 

Chi sia il cielo è difficile da stabilire. Ognuno ha il proprio. Se il cielo è il Padreterno, viene il dubbio che abbia, altro a cui interessarsi. Oppure che il nostro territorio non abbia santi in Paradiso.  O quelli che lassù ci rappresentano contano una cicca, ma nell’empireo non esistono né raccomandati, né classi sociali.  O, ancora, che Domineiddio abbia – come assicurano i preti –  un disegno preciso a noi sconosciuto, pronto ad esserci rivelato al momento opportuno, come spesso sottolineano ai funerali durate il ricordo della vita del defunto.  O, non è da escludere, che il Burattinaio divino voglia farci espiare peccati inconfessabili commessi da noi o dai nostri antenati.

«Agisci come se tutto dipendesse da te, sapendo poi che in realtà tutto dipende da Dio». Se Sant’ Ignazio Loyola –  non un pischello qualsiasi –  ha ragione, la nostra parte l’abbiamo fatta in abbondanza, ora confidiamo che il Padreterno faccia la sua. Nell’attesa, impegniamoci in un ulteriore sforzo, Poniamoci una domanda. Perché il serial killer si è accanito sul nostro territorio?  Cazzo, perché proprio noi? Non è sfiga.  Nulla accade per caso e non è un modo di dire. Forse è la risposta a questo interrogativo che ci chiede il cielo. 

Fino ad oggi abbiamo lavorato per contenere, ridurre, fermare l’orda assassina sulla linea del Po, del Serio e dell’Oglio.  Siamo stati bravissimi, eccezionali. Non molliamo.  Continuiamo a lottare e prepariamoci alla fase 2 e a quella successiva, ma guardiamo ancora più avanti. Entriamo dentro al maledetto primato che ci ha messo in testa alla classifica del dolore. Dentro, giù, giù fino in fondo.  Non dobbiamo avere timori. Cerchiamo la risposta con la massima libertà, senza pregiudizi e il freno tirato, pronti a scoprire anche verità scomode. Incrociamo le dita e chiediamo al cielo di darci l’aiuto che ci siamo guadagnati. Lasciamo le congetture e percorriamo ipotesi di lavoro. Scopriamo il Fattore X che ci espone al massacro più delle altre provincie.  Se ci riusciamo il futuro dei nostri figli sarà migliore.

Antonio Grassi, sindaco di Casale Cremasco e Vidolasco

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