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Colorno, Nicola Scillitani
(Io Amo Colorno) scrive
a Conte sull'App Immuni

L'utilizzo di un app del genere dovrebbe prevedere l'aggiornamento quotidiano degli utenti registrati, al fine di "riempire" il database atto a rendere funzionale l'app. Mi pongo però alcune domande

COLORNO – Una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e, per conoscenza, al garante della privacy e al Codacons. Nicola Scillitani, referente di Io Amo Colorno, ha deciso di prendere – in senso figurato in tempo di elettronica – carta e penna per scrivere le sue osservazioni. Questa la lettera.

Pre.mo presidente Conte, da cittadino italiano e colornese, le scrivo queste poche righe in merito al possibile utilizzo dell’app “Immuni” che potrebbe partire con utilizzo facoltativo al 4 di maggio.

La situazione dell’Italia sebbene sia migliorata è ancora difficile e da cittadino che sta rispettando le regole imposte da Voi per tutelarci dalla pandemia, mi permetto di fare alcune considerazioni.

L’utilizzo di un app del genere dovrebbe prevedere l’aggiornamento quotidiano degli utenti registrati, al fine di “riempire” il database atto a rendere funzionale l’app. Mi pongo però alcune domande.

L’aggiornamento quotidiano dell’applicazione con i dati richiesti, non potrebbe essere errato o falsificato? Noi non siamo medici e come faremo a sapere se siamo asintomatici o meno? L’applicazione dovranno installarla anche i nostri disabili, minori o bambini? Con il consenso dei genitori? E per gli anziani che non hanno o non sanno usare smartphone fornirete braccialetti elettronici? Braccialetti elettronici che si è fatto fatica a reperire addirittura per i carcerati che non hanno potuto fruire di misure alternative?

Comprendo che in Italia la privacy, pur essendoci una legge ferrea e importante è pura utopia a causa del web, ma non sarebbe il caso prima di compiere una scelta del genere di approfondirla? Approfondirla anche per via dell’estrema necessità a mio parere da informatico, di redigere prima e non durante un completo e realistico database di tutta la popolazione, a seguito di tamponi. In Korea l’app è stata ed è tuttora utilizzata con successo, ma prima sono stati eseguiti tamponi grazie al posizionamento di unità mobili sanitarie quartiere per quartiere. Il modo migliore per avere a disposizione un database affidabile e conforme. Diversamente l’applicazione potrebbe non dare i frutti sperati, e si ridurrebbe soltando ad un mero “ricatto” atto ad imporne l’utilizzo, pena l’ulteriore limitazione negli spostamenti. Sul rischio privacy permettetemi di porre le mie perplessità dopo l’hackeraggio dei server del portale Inps e fare Lazio. Siamo davvero in grado di difenderci da eventuali tentativi di violazione informatica?

Vorrei anche permettermi di fare un accenno alla possibilità di fornire i non possessori di smartphone di braccialetto elettronico. Quando arriverebbero questi braccialetti? A procedura già in vigore da tanto, così come con le mascherine che si sono iniziate a distribuire solo nel pieno dell’emergenza, costringendo diversi italiani ad acquistarle a peso d’oro a causa di alcuni approfittatori?

Ritenevo doveroso esporre il mio parere e ove possibile vi pregherei di rivalutare o ridimensionare la cosa. Pur capendo che la fase 2 è assolutamente necessaria per far ripartire il motore dell’Italia, e non priva di rischi, vedo assolutamente necessaria una valutazione approfondita.

Grazie per la considerazione. Inoltro la seguente anche al garante per la privacy e al Codacons“.

redazione@oglioponews.it

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