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Anche la riapertura dei
parrucchieri slitta a giugno:
'Decisione illogica'

La CNA chiede che acconciatori ed estetiste possano riprendere a breve la loro attività: “Il comparto, a tutela di clienti e dipendenti, può già offrire tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie". GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1
Tra le attività che riapriranno soltanto a giugno ci sono i parrucchieri. Abbiamo chiesto ad un titolare di negozio cremonese come la categoria vive questa decisione.

Tra le attività che riapriranno soltanto a giugno ci sono i parrucchieri. Abbiamo chiesto ad un titolare di negozio cremonese come la categoria vive questa decisione.

Pubblicato da Cremona1 su Lunedì 27 aprile 2020

Parrucchieri ed estetisti, ma in genere i titolari di attività di servizio alla persona, insorgono contro il decreto 26 aprile che rimanda ancora la loro riapertura. “Desta sconcerto e rabbia – afferma ad esempio la CNA (Confederazione nazionale dell’artigianato) –  il fatto che nel Dpcm del 26 aprile non si faccia alcuna menzione a una possibile data di riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica. L’ennesima dichiarazione in conferenza stampa del presidente del Consiglio, che lascia intendere uno slittamento del riavvio di tali attività a giugno, è intollerabile. Rappresenta una condanna a morte per l’intero settore. Un settore che, con 135mila imprese e oltre 260mila addetti, partecipa in maniera determinante all’economia italiana, oltre a essere essenziale per garantire il benessere della popolazione”.

La CNA chiede che acconciatori ed estetiste possano riprendere a breve la loro attività: “Il comparto, a tutela di clienti e dipendenti, può già offrire tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie. Se il Governo ritiene che debbano essere definite ulteriori condizioni, che le definisca da subito per consentire di riaprire al più presto. Le imprese sono ormai allo stremo delle forze e le loro condizioni finanziarie sono così gravi da destare preoccupazione anche sul fronte della tenuta sociale di scelte scellerate come quella di una chiusura così prolungata. La disperazione si sta trasformando in rivolta”. Nel servizio di Eleonora Busi, la testimonianza di un titolare  cremonese che racconta come la categoria vive questa decisione che definisce senza mezzi termini “illogica”.

redazione@oglioponews.it

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