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Comitati Pendolari: 'Che sia
garantito il 100% delle corse
Regione si apra al confronto'

I pendolari si chiedono quanto siano “fondate le stime dell’Ad di Trenord (Marco Piuri, ndr) sulla riduzione di capienza” ed in particolare se “consideri i viaggiatori in piedi”, con il rischio che il 40% ipotizzato dallo stesso Piuri sia, nei fatti, la metà rispetto alle stime dell’Ad.
Foto di repertorio

“Sia chiaro che, in questa situazione, sia imprescindibile che debba essere garantito il 100% delle corse sull’intero arco del servizio giornaliero e settimanale”. Non usano giri di parole i Comitati pendolari che temono, quando partirà la cosiddetta ‘fase 2’ una riduzione di corse e capienze da parte di Trenord. In un documento firmato da 24 sigle, tra cui InOrario (linea Milano-Cremona-Mantova) e Pendolari Creamschi, i pendolari chiariscono la propria posizione: “Al di là del giusto interrogativo sui modi e sui tempi della riapertura, al quale la politica non ci ha ancora dato delle risposte chiare, è indubbio che sui mezzi pubblici dovranno essere garantite senza eccezioni le medesime regole di ‘distanziamento sociale’ come nei luoghi di lavoro e, in particolare, che la capacità offerta sui mezzi di trasporto pubblico sia coerente con le ipotesi che circolano di scaglionamento degli ingressi e di estensione dell’arco lavorativo”. “Sappiamo – aggiungono – che ciò non è avvenuto nei primi giorni di emergenza sanitaria, a causa di grossolani errori nella programmazione dei servizi, sia urbani che extraurbani, e quindi ci auguriamo che gli Enti Regolatori, ed in primis Regione Lombardia, meano in ao le dovute azioni di controllo sui Gestori dei servizi per evitare che si ripetano situazioni che meono in pericolo la salute dei viaggiatori”.

I pendolari si chiedono quanto siano “fondate le stime dell’Ad di Trenord (Marco Piuri, ndr) sulla riduzione di capienza” ed in particolare se “consideri i viaggiatori in piedi”, con il rischio che il 40% ipotizzato dallo stesso Piuri sia, nei fatti, la metà rispetto alle stime dell’Ad. Inoltre “non deve passare il concetto che sia Trenord a decidere, dando tuo per pacifico e scontato, quanta percentuale dell’Azienda debba essere ria vviata o meno”. Tuttavia i Comitati si chiedono “come garantirà l’accesso ordinato ai treni, quanto questo accesso influirà su eventuali ritardi, e soprauo come verrà rivisto l’orario a fronte di una probabile espansione degli orari di lavoro verso le prime ore del ma no e le ultime della sera”.

“Non tutto – spiegano ancora – sarà smart working, non tutto si potrà spostare di fascia oraria: potremmo trovarci a dover gestire il problema del distanziamento sociale ancora nelle vecchie fasce di punta, almeno finché non vi sarà un nuovo paradigma di vita”. Pertanto i rappresentanti dei viaggiatori chiedono che “il dibatti to non avvenga solo nelle chiuse stanze del potere, ma si apra al dialogo con la possibilità, da parte nostra, di integrare con le nostre informazioni, conoscenze e competenze di prima mano o raccolte dai Viaggiatori della rete lombarda, quanto si sta avviando per programmare un futuro al TPL. “L’invito – concludono -, ancora una volta, lo facciamo a Regione Lombardia: siamo la voce dell’ultimo miglio, ascoltiamo quotidianamente i nostri rappresentati, ne raccogliamo le speranze ma anche le legi me paure. Come rappresentanti dei Viaggiatori e Comitati Lombardi, sappiamo e vogliamo dire la nostra”.

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