Cronaca
Commenta

4 maggio, in stazione una ripresa' soft': neanche la metà dei pendolari abituali

Entrambe le corse mattutine sono arrivate in perfetto orario da Mantova, in una stazione semivuota dove era stato predisposto un servizio della Protezione civile (con il gruppo Atlante) per evitare eventuali assembramenti. A Cremona quindi questa mattina non c’è stata nemmeno la necessità di distanziare i passeggeri a bordo treno.

Non c’è stato il temuto sovraffollamento dei treni per Milano, questa mattina, 4 maggio, dalla stazione di Cremona. 30 – 35 i viaggiatori  che sono saliti sul treno delle 6,14 il 2646, mentre su quello successivo, delle 7,30, solo 10 – 15 in più. La banchina del binario 1 si presenta così, con sporadiche presenze: una situazione lontana anni luce dalla ‘vecchia’ normalità, quando era completamente piena.

Entrambe le corse mattutine sono arrivate in perfetto orario da Mantova, in una stazione semivuota dove era stato predisposto un servizio della Protezione civile (con il gruppo Atlante) per evitare eventuali assembramenti. A Cremona quindi questa mattina non c’è stata nemmeno la necessità di distanziare i passeggeri a bordo treno, una delle precauzioni prese da Trenord per consentire il distanziamento sui vagoni. I cartellini  che invitano i passeggeri a sedersi ‘a scacchiera’ erano presenti sui sedili del sul 2650 ma non sul 2646. “Da Cremona partono per Milano molti impiegati che adesso lavorano in smart working, per questo non c’è grande affollamento”, afferma un addetto ai lavori in stazione. “E poi una buona parte dei viaggiatori sono universitari che in questo periodo non frequentano”.

 A controllare la situazione, c’era il presidente dell’associazione Passione per Cremona Luigi Armillotta: pendolare che di solito sale sul treno delle 6,14 ma da due mesi in smart working dalla sua abitazione al Boschetto. “Non mi aspettavo così poca gente, meglio così”, afferma. “Temo più che altro per il ritorno: sono state tolte le corse delle 17.15 e delle 19,20, molto frequentate, oltre al treno intermedio che passa da Treviglio e che per molti di noi costituisce una valida alternativa al diretto. Più che la soppressione di alcune corse,  il problema è che non viene erogato un servizio, tanto più in fasce orarie strategiche”. Il problema sovraffollamento, poi, più che a Cremona, i pendolari lo vivono sui treni del ritorno da Milano, con i viaggiatori che poi scendono a Lodi – Codogno. Quella di oggi è comunque soltanto la prima giornata di un nuovo periodo nella gestione della fase post emergenziale, che riserverà ancora molte sorprese e il mondo dei trasporti ne è solo una piccola frazione.

“Da una prima analisi dei dati di questa mattina – afferma l’assessore ai Trasporti della regione Maria Claudia Terzi – possiamo dire che per il sistema regionale del trasporto ferroviario non si sono verificati particolari disagi. La media dei viaggiatori è del 25% rispetto alla media di un giorno feriale in tempo di normalità. La situazione dunque è complessivamente positiva ma teniamo alta l’attenzione proseguendo con l’azione di monitoraggio. Durante l’ora di punta – conclude Terzi – solo alcuni treni hanno raggiunto il 30% di riempimento”.

redazione@oglioponews.it

© Riproduzione riservata
Commenti