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Fiera della Badia, a
Bozzolo il Covid19 non
ferma la Santa Messa

Polemiche ed eventuali contrapposizioni a parte, si è trattato di un momento di alta spiritualità arricchito dalle parole di don Luigi, come sempre appassionato e diretto nell’espressione dei suoi pensieri

BOZZOLO – Nei primi giorni di Maggio era consuetudine celebrare la Fiera della Badia dedicata alla Madonna della Gironda. Un evento che ha sempre richiamato a Bozzolo un fiume di gente sia del paese che da località limitrofe.

Un appuntamento soprattutto religioso che poi nello svolgimento delle varie giornate assumeva piacevolissimi aspetti ludici e gastronomici. Al di là delle note limitazioni in corso per quanto riguarda le celebrazioni eucaristiche domenica 3 maggio tutti e quattro i sacerdoti dell’Unità pastorale di Bozzolo e S.Martino si sono ritrovati nel piccolo santuario Mariano per celebrare la Messa.

Quasi un anticipo di quello che dovrebbe rappresentare lo scioglimento di ogni divieto ecumenico previsto per la fine del mese. Don Luigi Pisani assieme a don Marco, don Nicola e don Bruno ha quindi celebrato il rito religioso a cui hanno assistito pochi fedeli, non inquadrati da chi ha effettuato le riprese, spostando la telecamera verso l’alto al momento della somministrazione della eucarestia.

Polemiche ed eventuali contrapposizioni a parte, si è trattato di un momento di alta spiritualità arricchito dalle parole di don Luigi, come sempre appassionato e diretto nell’espressione dei suoi pensieri.

“Vogliamo continuare la tradizione della Fiera della Badia dentro questo piccolo Santuario dove oggi ci ritroviamo. Una maniera un po’ insolita per dare inizio alla celebrazione del mese dedicato alla Madonna”.

Al momento dell’omelia poi il sacerdote ha scelto il famoso episodio delle Nozze di Cana per esaltare il ruolo di Maria nel sollecitare Gesù ad intervenire quando la festa stava per creare disagi tra i commensali per l’improvvisa mancanza del vino. La Madonna ha per cosi dire ‘sdoganato’ Gesù che se ne stava in disparte e assente, stimolandolo a compiere il miracolo con la trasformazione dell’acqua in vino.

”Ho scelto questo brano del vangelo per invocare il Dio del cambiamento pregandolo affinché anche oggi, come allora in Galilea,venga restituita la festa. Questo virus, questa epidemia ci stanno rovinando la vita, i rapporti, il lavoro togliendoci persino gli affetti. Invochiamo dunque Maria che interceda ancora una volta con il Figlio affinché ci venga restituita la festa”.

Don Luigi, prima di concludere con il bellissimo testo scritto da don Tonino Bello intitolato “Maria donna del vino nuovo” ha ringraziato la famiglia Pagliari per l’ospitalità offerta presso la Badia, ricordando con una preghiera anche la disgrazia della piccola Nelda deceduta cinque anni fa a causa di un incidente stradale proprio davanti alla azienda agricola.

Ros.Pis.

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