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Lucia Ronda, per la casalese
una fibra straordinaria: a 106
anni sconfigge il Coronavirus

Il 22 aprile, quando festeggiammo idealmente il 106esimo compleanno di Lucia, il Coronavirus aveva già colpito ma i parenti giustamente avevano preferito non rendere noto il particolare. Lucia poi è rimasta positiva per circa un mese, prima che il doppio tampone negativo attestasse la sua guarigione. GUARDA IL SERVIZIO TG DI CREMONA 1

CASALMAGGIORE – Spegne la candelina Lucia Ronda e lo fa anche se il suo compleanno è già passato. La spegne e festeggia perché il nuovo traguardo vale più di un genetliaco e di una torta. Di Lucia Ronda avevamo parlato già il 22 aprile, giorno effettivo del compleanno. Adesso però Lucia ha avuto la forza di sconfiggere il Coronavirus. Nulla di eccezionale? No, non proprio, perché la signora Lucia Ronda, ospite della RSA “La Risaia” di Marcignago, provincia di Pavia, ma originaria di Casalmaggiore, ha 106 anni.

Proprio così, potrebbe trattarsi della più anziana paziente guarita in Italia dal Covid-19, che l’ha tormentata per un mese. 106 anni come Connie Titchen, la più anziana donna inglese guarita dal virus. Il 22 aprile, quando festeggiammo idealmente il 106esimo compleanno di Lucia, il Coronavirus aveva già colpito ma i parenti giustamente avevano preferito non rendere noto il particolare. Lucia poi è rimasta positiva per circa un mese (una ventina di giorni per la precisione), prima che il doppio tampone negativo attestasse la sua guarigione. Un po’ di febbre, un po’ di ventilazione dei polmoni, ma nessuna complicazione eccessiva, a dire il vero, tanto che Lucia non si è mai mossa dalla Casa di Riposo, in parte per l’età avanzata e in parte per la situazione clinica che per fortuna non si è mai aggravata.

La fibra forte di Lucia – zia di due volti noti di Casalmaggiore come Paolo Zani, presidente degli Amici del Museo del Bijou, e dell’avvocato Carlo Beduschi – ha sconfitto un virus che spesso nella RSA ha mietuto parecchio vittime, dando il via a una catena di polemiche e naturalmente di dolore. Lucia, invece, ce l’ha fatta, festeggiata dagli infermieri e dai parenti, coi quali ha potuto conversare a distanza mediante un tablet. Del resto, per chi ci crede, è quasi naturale pensare ad una intercessione dall’alto per una donna che, da anima artistica a tutto tondo impegnata anche nella realizzazione di una delle porte bronzee del Duomo di Milano, nel 1950 ebbe contatti con il Cardinal Giovanni Montini, poi divenuto Papa Paolo VI.

G.G.

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