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Il futuro del POT di
Viadana in un'interrogazione
di Silvio Perteghella

Continua il lavoro di monitoraggio da parte della minoranza in via istituzionale con l'interrogazione firmata dal consigliere Silvio Perteghella. Il plesso ospedaliero è al centro della documentazione presentata dall'esponente di Viadana Democratica.

VIADANA – Continua il lavoro di monitoraggio da parte della minoranza in via istituzionale con l’interrogazione firmata dal consigliere Silvio Perteghella. Il plesso ospedaliero è al centro della documentazione presentata dall’esponente di Viadana Democratica.

“Premesso che la pianificazione sanitaria regionale individuava a P.o.t. il presidio Ospedaliero Viadanese, già impiegato come Lungodegenza negli ultimi dieci anni con una dotazione di circa 30 posti letto, oltre a mantenere attivi un certo numero di servizi ambulatoriali. In seguito all’emergenza Covid-19, il reparto a disposizione è stato trasformato, per ospitare pazienti colpiti dal virus non autosufficienti, ma i posti letto utilizzati sono stati in media di 1/6 rispetto alla capacità potenziale della struttura ( 5 unità), dal periodo più acuto di diffusione del virus sino ad oggi”.

A questa premessa il consigliere Perteghella aggiunge altre considerazioni a supporto della propria richiesta:

“Rilevato che gli importanti servizi ambulatoriali sospesi, non sono stati ancora riattivati, ma gli stessi rivestono un ruolo assolutamente importante sul nostro territorio che in comuni limitrofi al nostro facenti parte del medesimo distretto sanitario tali servizi sarebbero già stati riattivati che alcuni servizi di diagnostica legati all’emergenza sanitaria (esami seriologici) al momento vengono erogati unicamente sul territorio Comunale da centri privati”.

Proprio la lungodegenza è al centro dell’interrogazione insieme alle attività connesse ed alla programmazione in atto per migliorare la situazione legata al presidio viadanese…

“Accertato che l’unica attività lavorativa verificabile in questi giorni all’esterno dei poli-ambulatori, è legata all’abbattimento di piante, ma il ripristino di servizi non viene nemmeno dichiarato con una data “futuribile” dalla Asst di Mantova. Inoltre esisterebbero inoltre spazi idonei per l’apertura di una camera mortuaria, progetto e servizio che erano stati previsti già molti anni fa durante le fasi preliminari di apertura della Lungodegenza”.

A questo punto l’interrogazione al Sindaco (quale massima autorità competente sulle questioni sanitarie) porta nella parte finale dell’atto in cui richiede se intende sollecitare alle strutture competenti il ripristino dei servizi erogati nella fase precedente l’emergenza presso il presidio ospedaliero viadanese, con l’integrazione di un servizio diagnostico sierologico per la cittadinanza legato all’epidemia da corona virus. Ed inoltre…

“Se oltre ad inserire nel programmazione comunale la realizzazione di una “camera mortuaria” su iniziativa privata con parziale contributo economico del comune di Viadana, abbia valutato la possibilità di investire risorse comunali in convenzione con l’Asst di Mantova per la realizzazione di tale servizio all’interno degli spazi pubblici dell’ospedale viadanese”.

A.S.

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