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Gal Terre del Po, record di domande (ben 57). E parte un nuovo bando per artigiani e commercianti

La somma totale a disposizione, con chiusura del bando a metà di luglio, è di 500mila euro, con contributi al 55% o al 60% se le imprese sono composte da giovani o imprenditoria femminile: i progetti dovranno avere un valore compreso tra 2.500 e 25.000 euro.

Un risultato clamoroso, anche se Francesco Meneghetti, presidente del Gal Terre del Po, non lo dice apertamente nè usa mai questo aggettivo. Quel che è certo però è che anche Regione Lombardia si è stupita quando le è stato comunicato che le domande giunte per il bando denominato “Gal Terre del Po per l’emergenza” sono state ben 57. Difficile trovare un risultato simile nella storia dei Gruppi di Azione Locale, anche se – come Meneghetti ha evidenziato venerdì in videoconferenza – “non possiamo gioire troppo perché la grande partecipazione significa anzitutto che c’è fame di aiuti e che la situazione è tutt’altro che semplice”.

Il bando aiuta associazioni, enti, terzo settore, oltre ad altri soggetti e si collega al sostegno allo sviluppo per i servizi alla popolazione rurale. Aperto il 14 aprile, è stato prorogato al 30 maggio ma non oltre, proprio per non contravvenire al carattere d’urgenza insito nel bando stesso. La dotazione di 1.5 milioni di euro è la più alta di sempre mai investita su un singolo bando, ha spiegato Meneghetti, assieme al direttore Fabio Araldi e a Chiara Casali, e nonostante questo si è arrivati all’overbooking. “Sarà cioè difficile accontentare tutti, nonostante tutti i 57 progetti siano meritevoli – ha precisato Meneghetti -. Di certo lavoreremo con attenzione per stilare una graduatoria di merito: ci prenderemo il tempo necessario ma faremo il possibile per chiudere in fretta”. Ricordiamo che il bando finanzia il 90% della spesa, col restante 10% a carico del beneficiario.

L’altra grande novità riguarda invece la nuova misura adottata dal Gal Terre del Po, che si rivolge a commercio e artigianato, in particolare a chi ha subito una chiusura forzata, dunque guarda ad un’area extra agricola in questo caso. Si parla di ristrutturazione e ammodernamento dei beni immobili, dell’acquisto di macchinari e attrezzature, dello sviluppo di programmi informatici per il sostegno alle riaperture. “Ad esempio – ha spiegato Meneghetti – se un commercianti ha bisogno di un dehor per ampliare il proprio spazio vista l’emergenza, può fare domanda”. La somma totale a disposizione, con chiusura del bando prevista a metà luglio, è di 500mila euro, con contributi al 55% o al 60% se le imprese sono composte da giovani o imprenditoria femminile: i progetti dovranno avere un valore compreso tra 2.500 e 25.000 euro. Il Gal come sempre potrà agire per favorire investimenti e non sulle spese correnti.

Giovanni Gardani

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