Cronaca
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Vicobellignano, le tombe di famiglia distanti tre gradini. La protesta di Loredana

La mamma di Loredana guarda le tombe da lontano. Lì, in quel cimitero quasi invalicabile ci sono tutti i suoi affetti passati. Distano solo tre gradini: uno spazio infinito per chi non cammina più.

VICOBELLIGNANO – “A volte, per accontentarla, la porto sino al cancello e lei guarda le tombe da lontano. Da sola è tutto quello che posso fare”. Loredana è stanca. E le spalle non la reggono come un tempo. Nessuno le ha mai dato retta perché la richiesta poi non è cambiata nonostante le condizioni della mamma (non più deambulante e in carrozzina) si siano aggravate negli ultimi due anni. Sono cambiate le amministrazioni, le sensibilità forse no: non è comunque cambiata la soluzione. Nessuna.

Eppure, a voler vedere, sono tre gradini. Ripidi se vogliamo, ma pur sempre tre gradini. Insormontabili per chi va in carrozzina. E non può nemmeno considerarsi soluzione il cancello posto nell’ala nuova del cimitero che crea gli stessi problemi. “Spingere una carrozzina sulla ghiaia della parte nuova non è semplice. Intanto deve non aver piovuto per almeno tre, quattro giorni e poi comunque anche all’interno per raggiungere la parte vecchia dalla nuova qualche problema c’è. Sono riuscita a portare poche volte mia mamma al cimitero, nonostante lei me lo chieda spesso. Devo farmi aiutare da mio marito ed è comunque un’impresa”. Il cancello della parte nuova è chiuso. Lo era questa mattina “Lo lasciano chiuso, ma anche se fosse aperto da sola avrei gli stessi problemi, o quasi”.

Loredana ha tutti i parenti lì, in quel piccolo cimitero. Lei – e solo lei, non la mamma – li può raggiungere. Il padre, morto 15 anni fa, i nonni, gli zii. Come ogni anziano la mamma di Loredana vorrebbe avere la possibilità di andarli a trovare con l’aiuto della figlia. Ma non può. Ha chiesto che venisse fatto qualcosa contro quelle barriere già al tempo di Silla e Toscani, lo chiede adesso, all’amministrazione Bongiovanni. “Quando chiedi sembrano ascoltarti, poi tutto resta uguale. Mia mamma farà 95 anni a settembre, ha scampato il Coronavirus e non riesce ad entrare in un cimitero. Adesso che hanno riaperto tutto me lo ha chiesto un’altra volta”. Non la potrà portare. “Riusciamo ad andare sulla luna – sottolinea amaramente – e non a superare il problema di tre gradini. Io non sono geometra, non so cosa si possa fare, ma mi sembra impossibile che non si possa fare nulla”.

Non abbiamo messo nome e cognome della mamma di Loredana: “Lei è una donna molto riservata, glielo devo. E vorrei che fosse chiaro che questa cosa dell’eliminazione delle barriere architettoniche al cimitero di Vicobellignano la chiedo da ben prima che mia mamma fosse costretta su una sedia a rotelle. Ad andare nei cimiteri sono tante persone anziane come la mia mamma. Dopo anni di domande inascoltate credo che parlarne possa forse muovere qualcosa”. L’eliminazione di una barriera architettonica. Una speranza che vorremmo fosse esaudita. Almeno sino a che la mamma è in vita.

La mamma di Loredana guarda le tombe da lontano. Lì, in quel cimitero quasi invalicabile ci sono tutti i suoi affetti passati. Distano solo tre gradini: uno spazio infinito per chi non cammina più.

Nazzareno Condina

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