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Bruno Bartolucci: "Un PIT
più che un POT, sanità a
Viadana ancora penalizzata"

i cittadini viadanesi, non permetteranno che il territorio sia ulteriormente penalizzato da scelte incongrue, confuse, aleatorie, parziali, che non soddisfino il bisogno sanitario dei cittadini e della intera comunità viadanese

VIADANA – Va dritto al punto (o meglio ai punti) come ci ha abituato da un po’ il dottor Bruno Bartolucci. La questione è la sanità a Viadana ed il presidio ospedaliero. Un tema scottante.

“Ritorno di nuovo sull’argomento in quanto a fronte di una esigenza ormai radicata sul nostro territorio, da fonti sicure si torna a tentare di ridimensionare l’ex lungodegenza o riabilitazione generale e geriatrica di Viadana. Nonostante sia stato redatto circa un anno fa in sede sanitaria un progetto ben definito presentato pure in una riunione plenaria a Mantova con la presenza di dirigenti e funzionari della ast e della asst, nonostante che altre simili riunioni siano seguite fino ad una recente, se non erro il 9 giugno, con la partecipazione pure di m.m.g., dott. Castagna e lo scrivente, con l’ intento di riaprire con una gestione pubblica e territoriale l’ ex nosocomio, sembra che in regione non vi siano le necessarie autorizzazioni e, aggiungo io, forse neppure la volontà di portare avanti un progetto definito. A fronte della necessità impellente e riconosciuta dal territorio di una struttura per lungodegenti con funzioni di riabilitazione generale e geriatrica, a fronte di una ormai assodata partecipazione e impegno pure dei mmg del territorio da definire nei dettagli, cosa fa l’amministrazione sanitaria mantovana e regionale? Immersa tra le nubi della drammatica situazione relativa alla pandemia da cov-19 che ha fatto rilevare nel viadanese una delle zone più colpite, ritorna sui suoi passi, cestina progetti ormai quasi consolidati, per ritornare a definire in modo autonomo e parziale situazioni e soluzioni sanitarie assimilabili al cosiddetto p.i.t (presidio indefinito territoriale) come da me definito mesi o anni fa. Sappiano lor signori della politica e della amministrazione sanitaria che i viadanesi, le forze politiche viadanesi, i cittadini viadanesi, non permetteranno che il territorio sia ulteriormente penalizzato da scelte incongrue, confuse, aleatorie, parziali, che non soddisfino il bisogno sanitario dei cittadini e della intera comunità viadanese”.

Il dottor Bartolucci ci fa avere anche la lettera scritta di suo pugno un anno fa alla quale fa riferimento nelle dichiarazioni precedenti.

Nonostante le rassicurazioni dell’ assessore al welfare lombardo Giulio Gallera sulla trasformazione della Riabilitazione Generale e Geriatrica in P.O.T (Presidio Ospedaliero Territoriale), vien da chiedersi se non sia un P.I.T. (Presidio Indefinito Territoriale).

L’ assessore afferma che “i P.O.T. sono i pilastri della riforma sanitaria lombarda nel senso più compiuto, i luoghi dove si fa la bassa intensità di cura, dove vengono offerte le cure intermedie per le persone più fragili o anziane e che da lì parte l’accompagnamento al territorio”. Dice pure che “il P.O.T. rafforzerà la presenza sanitaria sul territorio impreziosendolo e completandolo” e che “è una soluzione che aumenta l’offerta soprattutto rivolta al cronico in una situazione di bisogni crescenti”. Conclude altresì affermando che “la presenza dei medici di medicina generale nel Pot è “un di più” e che “si può partire anche senza”. Ammesso pure, senza darlo per scontato, che le risorse economiche per il costituendo P.O.T. siano già state stanziate, mi chiedo:

1) se esista veramente un progetto dettagliato, strutturale gestionale economico e funzionale e se esso preveda ancora la componente riabilitativa , comunque fondamentale nell’ottica di una gestione ottimale della stessa cronicità;

2) se sia stato già individuato qualitativamente e quantitativamente il personale medico, infermieristico, assistenziale, fisioterapico (ammesso che si voglia ancora dare un servizio in tal senso)

3) se siano già stati presi dei contatti con l’ospedale di riferimento (Oglio Po) per un progetto anche minimo di collaborazione e/o integrazione funzionale in merito .

4) se il M.M.G. ( o meglio Medico di famiglia ) non sia affatto, come afferma ì, “ un di più” e “si può partire anche senza” considerando il ruolo fondamentale dello stesso nella gestione integrata e funzionalmente corretta della cronicità e dei bisogni del territorio, insieme ad altre figure professionali e alla famiglia

5) se tagliando, come annunciato, la componente riabilitativa, non si venga a perdere la potenzialità funzionale di un servizio indispensabile alla persona, anziana in particolare, azzerando completamente, ove necessario ed indispensabile, il recupero delle sue capacità residue e aggravando in tal modo pure il carico delle famiglie

6) da ultimo, ma non meno importante, se i tempi di realizzazione del P.O.T. , comunque lo si voglia intendere, siano compatibili con l’ annunciato smantellamento della riabilitazione generale e geriatrica prevista per il fine anno.

Questa era la lettera scritta da me un anno fa, gli attori sono gli stessi di allora, in particolare l’esimio Dott Gallera che tanto di se ha mostrato a tutti i cittadini lombardi”.

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