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Don Camillo e Peppone, dal cinema alla realtà: inaugurata la mostra a Brescello

Ancora oggi, benché a Brescello ci sia un primo cittadino giovane e, soprattutto, inequivocabilmente donna, arrivano lettere indirizzate al "sindaco Giuseppe Bottazzi" e non sono rari i turisti che, giunti in paese, chiedono dove si possa rendere omaggio alle tombe

BRESCELLO – Dire quanti giomalisti, studiosi o semplici appassionati si siano chiesti dove veramente Guareschi volesse ambientare le favole vere di “Mondo piccolo”, sarebbe impossibile. Come impossibile sarebbe davvero riuscire a collocare geograficamente il paese di Peppone e don Camillo. Rimane un fatto, però, che ha definitivamente individuato il borgo guareschiano nell’immaginario collettivo, un fatto di quasi settant’anni fa. Il primo film dedicato alla saga del pretone e del grosso sindaco comunista, uscì dalla penna e dal cuore di Giovannino Guareschi, viene girato a Brescello nel 1951. Il legame dei personaggi e, in ugual misura, dei due interpreti con la realtà è tale che, da subito, milioni di spettatori immaginano che Peppone e don Camillo siano persone vere e non create dalla pur fervida fantasia di uno scrittore. Ma già prima dell’uscita del film, quando lt Po nel 1951 straripò, e causò morte e disperazione nel Polesine, arrivarono pacchi di vestiario, di generi di prima necessità e di medicinali indirizzati “alla gente di don Camillo e Peppone”. Ancora oggi, benché a Brescello ci sia un primo cittadino giovane e, soprattutto, inequivocabilmente donna, arrivano lettere indirizzate al “sindaco Giuseppe Bottazzi” e non sono rari i turisti che, giunti in paese, chiedono dove si possa rendere omaggio alle tombe del prete e del sindaco pin famosi del ‘900.

Fernandel e Gino Cervi sono, oggi più che mai, ancora don Camillo e Peppone e il “Mondo piccolo” di Fontanelle (dove Guareschi nacque), come quello di Brescello e di tutta la Bassa sulla riva destra del Po, sono rimasti intatti: come vi raccontiamo in questa mostra. Una mostra che, per questo, definiamo “fotocinematografica”: perché non e collocabile topograficamente, in quarto risponde all’arcinota affermazione di Guareschi: il paese di “Mondo piccolo” non è in nessun posto: è un puntino nero che si muove in su e in gin per il Po, con i suoi Pepponi, i suoi Srnilzi e tutta l’altra mercanzia del genere….. Allo stesso tempo, però, vive di precisi riferimenti a luoghi e a persone. Insomma, per dirla ancora con Giovannino: “L’ambiente è questo, i personaggi sono questi e qui accadono case che non succedono in nessun’altra parte del mondo”. Tanto che la mostra è costruita lungo un percorso inverso: dal cinema alla realtà! La mostra, parte dell’itinerario “Guareschi e il cinema”, si propone di mettere in evidenza le peculiarità dei “due mondi piccoli”: quello letterario posto nella Bassa parmense e quello cinematografico, posto invece nella Bassa reggiana. La trasversalità del territorio rappresenta già di per sé una caratteristica unica, capace di coniugare i luoghi della “memoria del cuore” (Mondo piccolo letterario) e quelli della finzione di grandissimo successo internazionale (Mondo piccolo cinematografico).

L’intento primario della mostra sarà quello cli comunicare la grande attualità, non solo del messaggio guareschiano, ma anche delle tradizioni rappresentate dal “Mondo piccolo” nelle sue molteplici declinazioni: letteraria, cinematografica, enogastronomica, ambientale e culturale. Basterà visitare il nostro territorio per capire che, fortunatamente e anche per merito di molti amministratori, imprenditori e promotori di associazioni culturali, il mondo di Peppone e don Camillo e ancora qui e continua a vivere nelle storie, nell’ospitalità, nella creatività e nell’amore per la propria terra della nostra gente. L’anno 2020, primo anno di Parma capitale della cultura, coincide con il 500 anniversario delle riprese del sesto film incompiuto “Don Camillo, Peppone e i giovani d’oggi”, primo lungometraggio a colori con Fernandel e Gino Cervi, argomento interessantissimo da proporre come ricerca, ad esempio, per studenti universitari, o come semplice confronto, sempre con le scuole, fra i racconti guareschiani e la realizzazione cinematografica, nel film con Gastone Moschin e Lionel Stander, uscito due anni dopo e girato a San Secondo parmense.

Egidio Bandini

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