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Ospedale dopo il Covid:
ecco come cambia. Perdita
del 20% di posti letto

Il lavoro ha preso il via con l’istituzione di una task force aziendale coordinata dalla Gestione Operativa con lo scopo di “programmare la ‘fase 2’ di ripresa delle attività di ricovero e delle prestazioni ambulatoriali ed avviando tavoli multiprofessionali di confronto”.

Gli Ospedali di Cremona e Oglio Po sono pronti a ripartire per la fase post covid, con un piano operativo che prevede una serie di azioni mirate a ritornare all’attività precedente ma con la condizione di potersi riconvertire rapidamente in caso di un ritorno della pandemia. Un’operazione che però comporterà una perdita di posti letto di circa il 20% per il presidio cremonese. Il lavoro ha preso il via con l’istituzione di una task force aziendale coordinata dalla Gestione Operativa con lo scopo di “programmare la ‘fase 2’ di ripresa delle attività di ricovero e delle prestazioni ambulatoriali ed avviando tavoli multiprofessionali di confronto”.

L’accesso. Sono quindi state riprogettate le modalità generali di accesso alle strutture ospedaliere, con procedure ben definite. A partire dall’istituzione di un unico punto di accesso in ingresso e uno unico in uscita. All’entrata il varco è presidiato da personale dedicato, tutti i giorni dalle 7 alle 19. Al varco d’ingresso gli operatori si occuperanno di rilevare la temperatura corporea, di verificare le norme di protezione igienico-sanitarie e soprattutto le condizioni di accessibilità. Ogni utente all’ingresso dell’ospedale dovrà infatti “fornire al personale presente al varco, posizionato nell’atrio, generalità e specificare il motivo per il quale accede alla struttura”.

L’accesso alla struttura non è però consentito a tutti, ma solo a pazienti che devono essere visitati negli ambulatori, a quelli prenotati per un ricovero programmato, agli accompagnatori di pazienti fragili, non autosufficienti, minori e disabili. Vi sono poi alcune categorie di visitatori che potranno accedere: coloro che devono portare effetti personali ai pazienti ricoverati e quelli di alcune categorie ben specifiche, come quelli dei pazienti oncologici e dell’area ostetrica. Per tutti gli altri è vietato l’ingresso alla struttura. Gli utenti che in ingresso verranno trovati con temperatura superiore o uguale ai 37,5 °C verranno inviati direttamente al Pronto Soccorso nel pre-triage per una precoce presa in carico.

Altro punto saliente sarà il distanziamento interpersonale: in tutti gli spazi e i locali comuni saranno assicurate le misure atte a mantenere una distanza tra le persone di almeno 1 metro. Sugli ascensori, in base alle metrature, verrà definito e comunicato attraverso apposita cartellonistica, il numero massimo di persone consentite.

Il ricovero. All’interno dell’ospedale sono previste delle aree di degenza Covid-dedicate, dove troveranno posto i pazienti risultati positivi. C’è poi un’area grigia, dove saranno ospitati i pazienti in attesa di accertamento, divisi uno per ogni stanza in modo da ridurre al minimo ogni rischio di contagio. Infine ci sono le aree Covid Free (l’ospedale Oglio Po è già tutto covid free), dove i pazienti verranno inviati dopo gli opportuni accertamenti. Il problema in queste aree è che è obbligatorio il distanziamento di 1,5 metri tra un letto e l’altro, e questo comporta una riduzione importante di posti letto disponibili, che diventano circa il 20% in meno di quelli attuali: da 510 a 408.

A rimetterci maggiormente è l’unità operativa di Day Surgery, che perde il 50% dei posti letto (da 12 passano a 6). Neurochirurgia ne perde il 42% (da 24 a 14), la Week Surgery ne perde il 34% (da 29 a 19), la Riabilitazione il 33% (da 36 a 24), il comparto Neurologia-Radioterapia e Breast Unit perde il 32% dei posti (da 31 a 21) e la Pneumologia il 30% (da 30 a 21).

L’accesso al Pronto Soccorso. Anche per quanto riguarda l’accesso al pronto soccorso le cose cambiano. Innanzitutto i pazienti dovranno transitare, tutti, per il pre-triage, dove verranno valutati per individuare eventuali sintomi compativili con l’infezione da Coronavirus. In caso di positività verranno avviati nei percorsi dedicati ai pazienti covid, in caso di negatività andranno indirizzati nel percorso standard. Il Pronto Soccorso rimane diviso in due percorsi separati per differenziare i sospetti covid dagli altri.

Laura Bosio

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