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Weekend, ultima occasione
per ammirare al Diotti le
Gioconde di Pietro Ghizzardi

Domenica 5 luglio ingresso gratuito al Museo Diotti di Casalmaggiore mentre da questa settimana riprende l'attività di catalogazione e viste guidate della Casa Museo Pietro Ghizzardi a Boretto (RE)

CASALMAGGIORE – Sabato 4 e domenica 5 luglio sono gli ultimi giorni per visitare la mostra “Leonardo nella casa di Giuseppe Diotti” curata da Valter Rosa al Museo Diotti di Casalmaggiore (CR), realizzata a conclusione delle celebrazioni dell’anno leonardiano ed inserita nel calendario della Rete Museale dell’Ottocento Lombardo. L’esposizione, in cui si annoverano otto splendide Gioconde dipinte da Pietro Ghizzardi tra gli anni ’60 e gli anni ’70, costruisce un percorso storico che parte dalle influenze dell’arte e della teoria pittorica e ottica leonardesca su Giuseppe Diotti fino ad esplorare il riverbero delle suggestioni del genio vinciano su artisti contemporanei, profondamente legati al territorio casalasco e lombardo. ?Le sorprendenti Gioconde ghizzardiane appartengono alla collezione della Casa Museo “Pietro Ghizzardi” di Boretto (RE) e rappresentano una nicchia di assoluto interesse della produzione dell’artista.

Domenica 5 luglio la mostra è visitabile ad ingresso libero e gratuito; dalle ore 17:00 sarà presente anche il curatore Valter Rosa.

La mostra ha inaugurato il 18 gennaio 2020 e, a seguito della sospensione forzata dovuta all’emergenza sanitaria del Covid-19, è stata prorogata fino al 5 luglio.

La mostra: il mito di Leonardo e le sue influenze da Diotti a Ghizzardi

La mostra come afferma il prof. Rosa “coinvolge tutto il Museo Diotti, e pone in dialogo con i temi dominanti delle varie sale, materiali storici delle Civiche raccolte e di collezione privata, oltre ad opere d’arte contemporanea creando una serie di cortocircuiti fra dipinti antichi e moderni, al fine di evocare l’eredità immateriale del Maestro vinciano, la fortuna dei suoi precetti (Diotti fu un attento lettore del Trattato della pittura di Leonardo) e il mito Leonardo tra Otto e Novecento. La mostra trae spunto dal grande dipinto La corte di Ludovico il Moro (1823) di Giuseppe Diotti, in cui Leonardo è raffigurato mentre sottopone al duca il progetto per il Cenacolo.”

Ad accompagnare il visitatore nel percorso della mostra è Leonardo stesso, la silhouette estratta dal dipinto e riprodotta a scala naturale, che, nelle sale interessate, sta ad indicare la presenza di un’opera o un oggetto legati al tema o appositamente esposti per l’occasione e in ogni caso contrassegnati da un precetto tratto dal Trattato della pittura, un libro che ha esercitato una profonda influenza nella formazione degli artisti e nella didattica delle Accademie di Belle Arti. Merita un cenno particolare – quasi una mostra nella mostra – la sezione dedicata al mito della Gioconda che vede, fra l’altro, l’esposizione di ben otto dipinti sul tema realizzati da Pietro Ghizzardi (Viadana, 1906 – Boretto, 1986), pittore e scrittore “irregolare” per formazione e collocazione storico-critica, ma ascrivibile alla grande area dell’espressionismo europeo. Le sue sgrammaticate eppure sapienti e intriganti variazioni sulla Monna Lisa, fanno da contrappunto visivo al classicismo accademico della vasta composizione pittorica di Giuseppe Diotti. Il furto della Gioconda al Louvre il 22 agosto 1911 rilanciò su scala mondiale il mito del capolavoro vinciano, trasformandolo in un’opera feticcio, un’immagine esposta a sberleffi, a molteplici usi ed abusi. Tale mito venne rivitalizzato nel 1957 da un ulteriore atto vandalico puntualmente amplificato dai rotocalchi dell’epoca, e, dopo alcuni anni, nel 1963 dalla trionfale esposizione del dipinto al Metropolitan Museum di New York e nel 1974 a Tokyo. È all’incirca in quel decennio che Pietro Ghizzardi, pittore e scrittore irregolare della Bassa, mosso da un desiderio di confronto con Leonardo, ne rivisita i due capolavori più emblematici, il Cenacolo e soprattutto la Gioconda di cui realizza circa una ventina di variazioni fortemente espressive, nelle quali il pittore trattiene sempre qualche carattere distintivo (il sorriso, la posa delle mani, ecc.) infondendovi però sempre i tratti mutevoli della sua personale idea di “femminino”.

Ghizzardi aveva una conoscenza del grande Maestro per brani frammentati, una conoscenza per così dire  “popolare” che aveva  attinto per via di letture occasionali. Egli in più occasioni riferiva della sua ammirazione per i risultati artistici del genio rinascimentale mentre era invece  meno entusiasta  rispetto alle invenzioni meccaniche di Leonardo. Ghizzardi da contadino legato alla terra, agli animali, alla natura, che riconosceva madre ma anche matrigna, e che percepiva quale  unico e invalicabile baluardo all’irragionevole desiderio di dominio dell’uomo, avvertiva nella velocità indotta dalla meccanizzazione, che andava cancellando il mondo contadino, una sorta di corsa incontrollabile verso l’ignoto. In Mi richordo anchora , la sua autobiografia, questo respiro è ben presente.

Anche Ghizzardi come gli artisti esposti accanto a lui al Diotti – Brunivio Buttarelli , Giorgio Tentolini, Vincenzo Balena, Mario Pozzan – ha avvertito l’universalità dell’opera leonardiana, fonte dell’ispirazione che in più occasioni lo ha spinto a reinterpretare i capolavori del genio rinascimentale Molto interessante è anche il dipinto murale del Cenacolo, di limpida ascendenza leonardesca, realizzato in un’abitazione privata a Parma nel 1983, in cui Ghizzardi si ritrae fra gli apostoli, anziano, con la testa canuta e lo sguardo malinconico, consapevole della via crucis che attende il Cristo Gesù e condivisa dall’intera umanità.

Orari mostra?venerdì: 8:00 – 12:30?sabato e festivi: 15:30 – 18:30??Ingresso mostra e Museo?Intero € 3,00?ridotto € 2,50 (minori di 25 anni e maggiori di 65)? gratuito: fino a 6 anni, disabili, Tessera Museo Diotti, Abbonamento Musei Lombardia, prima domenica del mese.

MUSEO DIOTTI – ?via Formis 17 – Casalmaggiore (CR)? tel. 0375 200416 – www.museodiotti.it

Alla Casa Museo “Pietro Ghizzardi” riprendono visite guidate e attività di catalogazione

Da domenica 5 luglio riprendono le visite guidate alla Casa Museo Pietro Ghizzardi a Boretto (RE), l’abitazione in cui l’artista ha trascorso gli ultimi dieci anni della sua vita e trasformato, dal 1992, in un vero e proprio museo “domestico” in cui oltra alla maggiore collezione esistente delle opere dell’autore trovano spazio oggetti personali del pittore e scrittore nonché l’Archivio Storico Pietro Ghizzardi.

Domenica 5 luglio la Casa Museo Pietro Ghizzardi è visitabile, come sempre gratuitamente, dalle ore 10:00 alle ore 13:00. Trattandosi di un’abitazione privata, lo staff della Casa Museo Pietro Ghizzardi richiede ai visitatori di presentarsi muniti di mascherina e di rispettare le misure di distanziamento sociale previste.

È gradita – ma non obbligatoria – la prenotazione telefonica al numero 3405072384 o via mail all’indirizzo info@pietroghizzardi.com – Questa cautela può rendere più piacevole e sicura la visita.

Contestualmente riparte anche l’attività di catalogazione delle opere di Pietro Ghizzardi, interrotta dall’emergenza Covid-19, in vista della prossima realizzazione del Catalogo Generale dell’artista. I possessori di opere attribuite all’artista possono contattare l’Archivio Storico Pietro Ghizzardi e concordare un appuntamento al numero 3405072384 o via mail all’indirizzo archivio@pietroghizzardi.com.

La catalogazione è uno strumento fondamentale per certificare l’autenticità delle opere e garantirne la tracciabilità, nonché documentarne e storicizzarne il percorso. Catalogare ed archiviare la propria opera è un’azione imprescindibile per garantirne la vita e la valorizzazione, testimoniarne la storia e la rilevanza bibliografica e culturale.

Solo la Casa Museo Al Belvedere “Pietro Ghizzardi” e l’Associazione Culturale “Pietro Ghizzardi” – Centro Documentale e Archivio storico possono redigere la perizia e, in caso di passaggio di proprietà, aggiornare l’archiviazione e rilasciare la documentazione dell’opera.?La catalogazione ottempera alla costituzione e all’aggiornamento costante dell’Archivio Storico Pietro Ghizzardi, fondato ed operativo dal 1978.
Casa Museo “Pietro Ghizzardi”?via De Rossi, 27B – Boretto (RE)
Info e prenotazioni:?3405072384 – info@pietroghizzardi.com

 

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