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Silvia Tei, Woobinda
della flora: il lavoro silenzioso
di un'appassionata

Un po' Woobinda della flora, e un po' sognatrice, Silvia comunque ci sta provando a trovare la quadratura del cerchio. In fondo non servirebbe tanto: i fiori che mancano si è resa disponibile a rimetterli a sue spese

Silvia Tei

CASALMAGGIORE – Un po’ Woobinda della flora, un po’ sognatrice. Di certo impegnata in silenzio a mettere a dimora piante e a ridare dignità agli spazi con il verde che a volte fornisce lei stessa o grazie a suoi clienti o, come in questo ultimo caso, grazie ad una donazione del Rotaract CVS.

Silvia Tei – consigliera comunale della maggioranza di Filippo Bongiovanni – è una creativa: mobili, giardini, poco importa. L’ultimo intervento portato a termine è quello di ieri. Il luogo è il pezzo di giardino che sorge a fianco del torrione. Qualche tempo fa erano state tagliate le belle piante che lo adornavano. Non torneremo sui tagli anche se ogni taglio resta per chi scrive una ferita dolorosa.

Ieri è stato il giorno di una piccola rinascita, ed è questo che al momento conta. “Abbiamo piantumato tre Ostrya carpinifolia nel giardino sotto al torrione – spiega Silvia – le 3 piante sono state donate dal Rotaract Casalmaggiore Viadana Sabbioneta e sono state messe a dimora da me, STGreenDesign, e dall’azienda agricola Stefano Delbon di Roncadello”.

Ad inizio giugno Silvia si era resa protagonista di un altro ‘abbellimento’. Quello di un’anonima aiuola in largo Sandro Pertini, al termine di via Costa. In questo caso l’intervento ce lo racconta una residente: “Nel centro de ‘La Piazzetta’ in origine – spiega Nicoletta Frigerio – era stata costruita un’aiuola che divide il parcheggio in due parti e che avrebbe dovuto abbellire la zona. Essendo comunale però, e non essendo tra le priorità, l’aiuola è rimasta vuota o meglio piena di erbacce e un po’ trascurata per anni.

Per lo meno fino a inizio giugno quando l’area non ha incontrato Silvia Tei e le sue splendide idee. Silvia, titolare di STGreenDesign in Casalmaggiore, uno studio di progettazione di giardini, ha preso l’iniziativa per rendere bello anche questo punto verde e, in accordo con i locali abitanti per la manutenzione, ha accontentato tutti e ci ha regalato un’area verde davvero molto piacevole.
Silvia ha realizzato per l’area un progetto di giardino moderno con fioriture colorate e durature, e lo ha realizzato in collaborazione con Stefano Delbon, titolare dell’ omonima azienda vivaistica sita in Roncadello di Casalmaggiore.

Nell’aiuola, ripulita prima dalle erbacce e dai detriti, sono stati messi a dimora arbusti sempreverdi quali arbutus unedo ed eleagnus ebbingei e perenni da fiore ed erbe decorative quali carex evergold, agapanthus africanum, gaura lindheimeri, hydrangea quercifolia; a completamento del tutto è stato steso uno strato di granulato bianco. Per facilitare la manutenzione, totalmente gestita dai residenti, è stato posato un telo antiradice ed è stato predisposto un impianto per l’irrigazione semiautomatico; a turno gli abitanti del quartiere innaffiano e tengono ordinato lo spazio, entusiasti di poter dare il loro contributo a questo magnifico regalo! Un particolare grazie da parte de ‘la Piazzetta’ a Stefano Delbon e a Silvia Tei, che peraltro spesso passa a controllare la sua opera”.

Ora Silvia sta cercando di portare a termine l’operazione forse più complessa. Non tanto per l’allestimento, quanto per la necessità di avere un punto acqua che non c’è. L’area è il parco di via Italia, mutilata dei fiori posti per le api dai lavori fatti frettolosamente al termine del lockdown.

Nonostante la rasata al suolo – spiega Eugenio Maltraversi che aveva curato il progetto finanziato tramite il bando Chiarini – diverse piante sono ricresciute e grazie alle pioggie di giugno sono ancora belle. Tuttavia se non verranno innaffiate, ed i bambini quest’anno non ci sono, non potranno sopravvivere per molto”. Il problema non è – come dicevamo – trovare qualcuno che le innaffi. Alcuni residenti si sono già detti disponibili al bisogno. Il problema è che in prossimità non esiste un punto acqua dove poter recuperare il prezioso liquido per l’innaffio.

Un po’ Woobinda della flora, e un po’ sognatrice, Silvia comunque ci sta provando a trovare la quadratura del cerchio. In fondo non servirebbe tanto: i fiori che mancano si è resa disponibile a rimetterli a sue spese e un hobbista artigiano di via Baldesio, Daniele Fortunati, si è reso disponibile a costruire in legno qualcosa che serva a proteggerli. Serve un punto acqua. Arriverà?

Nazzareno Condina

 

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