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Covid e i veri numeri della crisi
Protesta Malatesta: "Gestione
della comunicazione sbagliata"

“A livello di comunicazione inoltre - conclude Malatesta - sono mancati troppi tasselli, perché troppi sono stati i passaggi: prima ATS parlava con la Prefettura che poi comunicava ai sindaci, adesso vi sono passaggi in più che vanno dal Comando Provinciale dei Carabinieri alle caserme sui territori. Diventa tutto molto dispersivo".

MARCARIA – “Quei numeri? Purtroppo non hanno senso: non si possono considerare nemmeno un campione credibile della situazione, non consentono di avere un quadro e dunque di potersi muovere con qualche punto fermo in più”. A denunciare la questione è Carlo Alberto Malatesta, sindaco di Marcaria. “Non entro nell’annosa questione legata ai tanti asintomatici che non sono mai stati conteggiati e magari paradossalmente saltano fuori soltanto ora – spiega il sindaco marcariese -. Ma vedere che per la Prefettura Marcaria ha 70 casi e per la Regione 104 mi fa sorridere. Più volte abbiamo indicato la presenza, nell’elenco, di persone che magari sono ospiti nella RSA del paese ma non sono residenti a Marcaria, oppure cittadini che una volta abitavano a Marcaria ma da anni hanno cambiato paese. Il problema del nostro comune è quello di tanti altri, tanto è vero che i numeri non vanno mai a coincidere”.

Non è solo una questione di cifre, comunque. “Non riusciamo ad avere un campione credibile: non abbiamo mai avuto un quadro chiaro della situazione. Solo con l’introduzione dei test sierologici questo è stato possibile e non a caso siamo stati il primo comune mantovano, e forse tra i primi lombardi, a organizzarli. Non dico che i sierologici siano stati la panacea di ogni male, ma hanno offerto un quadro un po’ più credibile. Un quadro che – almeno sulla fascia debole e più a rischio della popolazione, dato che su tutti quanti i cittadini non era possibile – poteva risultare molto utile per combattere il virus. Di fatto a cinque mesi dall’inizio dell’emergenza non sappiamo ancora quanto abbia inciso il Coronavirus. Per non parlare del numero di decessi: in alcuni comuni è sottostimato, in altri sovrastimato. Non si è riusciti a comprendere quante persone sono morte per Covid e quante col Covid: e se questo era giustificabile in piena emergenza, non lo è più dopo parecchi mesi dall’inizio del caos”.

“A livello di comunicazione inoltre – conclude Malatesta – sono mancati troppi tasselli, perché troppi sono stati i passaggi: prima ATS parlava con la Prefettura che poi comunicava ai sindaci, adesso vi sono passaggi in più che vanno dal Comando Provinciale dei Carabinieri alle caserme sui territori. Diventa tutto molto dispersivo, basterebbe un po’ di buona volontà in più. E se i sindaci sono i veri “guardiani” del territorio, come si dice, è giusto coinvolgerli prima, e non renderli edotti soltanto dopo cento diverse comunicazioni ad altri enti. Troppe mediazioni rischiano di lasciare per strada qualche pezzo”.

Giovanni Gardani

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