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Covid, tornano a crescere i malati:
già nove i ricoveri in ospedale,
raddoppiati in 4 giorni

“La gente si è già dimenticata di tutto, come se non fosse accaduto nulla, e questo mi preoccupa molto” commenta ancora il direttore sanitario. Una preoccupazione più che lecita, quella di tornare come a febbraio, anche se per ora sembra ancora un’ipotesi remota.

L’aumento dei casi covid sul territorio si riflette anche sui ricoveri ospedalieri, che negli ultimi 4 giorni sono raddoppiati, passando da 4 a 9. Di questi sette pazienti sono nel reparto di Malattie infettive, uno in pneumologia e un altro in medicina d’urgenza. “Per il momento sono pazienti con condizioni stabili, che non destano particolari preoccupazioni, ma senza dubbio questo incremento ha fatto alzare anche il nostro livello di attenzione” commenta Rosario Canino, direttore sanitario dell’Ospedale di Cremona. “Questo nuovo andamento di crescita può essere dovuto al fatto che ci sono dei piccoli focolai in giro per il territorio, che Ats sta monitorando”.

Ma non è tutto: “ci sono probabilmente anche diversi asintomatici positivi in giro. Il vero problema è che ormai le regole non vengono più rispettate, e lo vediamo ogni giorno” attacca Canino. “Il distanziamento sociale non esiste e questo porta a situazioni critiche. Situazioni che probabilmente ci trascineremo finché non riusciamo a debellare il virus”. Insomma, difficile riuscire ad arrivare al tanto sospirato contagio zero, se poi il virus circola liberamente a causa dell’allentamento dell’attenzione da parte dei cittadini.

“La gente si è già dimenticata di tutto, come se non fosse accaduto nulla, e questo mi preoccupa molto” commenta ancora il direttore sanitario. Una preoccupazione più che lecita, quella di tornare come a febbraio, anche se per ora sembra ancora un’ipotesi remota. La cosa certa è che adesso come adesso sarebbe difficile affrontare una nuova emergenza di quella portata: “Rispetto a febbraio, oggi abbiamo degli operatori sanitarie esausti ed esasperati, che in molti casi ancora non hanno potuto fare le ferie. Per questo cerchiamo di essere molto vigili e monitoriamo quotidianamente l’andamento della situazione. Il dato di fatto è che eravamo arrivati ad avere zero ricoveri, e ora siamo a 9”.

La preoccupazione riguarda anche il funzionamento della macchina-ospedale, per quanto riguarda la difficoltà di tornare a offrire un servizio completo: “Le prestazioni ambulatoriali sono ancora al 60% del precovid e abbiamo 100 posti in meno per i ricoveri. Le sale operatorie non sono ancora a pieno regime. Se la situazione covid peggiora di nuovo, il rischio è di non tornarci proprio”.

Laura Bosio

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