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Pellegrini anche in tempo di Covid:
il messaggio che arriva dal viaggio
in Francia dei parrocchiani casalesi

"Perché insistere a mantenere questo appuntamento? Per esprimere la vita, per osare, per incontrare angeli e santi proprio ora che abbiamo bisogno si di sanificare ma soprattutto di santificare il tempo e la vita. Così il viaggio è diventato un vero pellegrinaggio".
Nella foto la Sacra di San Michele, una delle mete del viaggio

CASALMAGGIORE – Un viaggio, un pellegrinaggio, che acquista un valore particolare non tanto per la meta in sé, come dovrebbe essere in questa tipologia di trasferte ma per il percorso. E per la decisione di partire. In tempo di Coronavirus, le parrocchie di Santo Stefano e San Leonardo a Casalmaggiore danno un segnale. Sono partiti sabato mattina all’alba i pellegrini che seguiranno il parroco don Claudio Rubagotti verso alcuni luoghi cari a Casalmaggiore nel viaggio curato dall’agenzia “Viaggiando con gioia” di San Bassano.

“Avevo pensato a questo viaggio in Francia – ha spiegato don Claudio – già l’anno scorso per evidenziare l’importanza di alcuni luoghi cari proprio a Casalmaggiore. Penso a San Leonardo di Noblac, paese dove giungeremo il 23 Luglio e dove sono custodite le reliquie di San Leonardo titolare della chiesa del Borgo; a Liseux, dove arriveremo domenica 19 Luglio, dove si venera Santa Teresa del Bambin Gesù, con le reliquie ospitate in duomo di Casalmaggiore, insieme a quelle dei genitori, nel maggio 2019; e ancora ad Ars, dove saremo il 24 Luglio, perché a San Leonardo c’è un altare, caso raro nella nostra Diocesi, dedicato al Santo Curato Giovanni Maria Vianney, che predicò e morì proprio ad Ars. Infine Mont Saint Michel in Normandia e la Sacra di San Michele in Val di Susa dove l’Arcangelo Michele stende le sue ali sull’Europa, additando agli uomini il cielo a cui tendere”.

“Potrebbe essere un viaggio come un altro – sottolinea don Claudio – se non che avviene quest’anno, tempo attraversato dal Coronavirus. Infatti i partecipanti sono una ventina, mentre gli iscritti erano più del doppio prima della pandemia. Ma allora perché insistere a mantenere questo appuntamento? Per esprimere la vita, per osare, per incontrare angeli e santi proprio ora che abbiamo bisogno si di sanificare ma soprattutto di santificare il tempo e la vita. Così il viaggio è diventato un vero pellegrinaggio: il pellegrino ha bene in mente la meta, rispetto al vagabondo che non la possiede, ed inizia il suo cammino nella precarietà e nel rischio. Il pellegrinaggio è la metafora della vita cristiana: proprio quest’anno è per me, e per tutti noi parrocchiani, importante fare questo viaggio”.

G.G.

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