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Bozzolo vince la causa contro
il Ministero Infrastrutture: un minuto
fa la differenza e vale 250mila euro

Il punto è che alcune domande erano giunte alle 8.58 o alle 8.59, anziché alle 9, orario di apertura del “Click Day”. Uno o due minuti che però hanno fatto la differenza e una scorrettezza che, facendo esaurire prima i fondi a disposizione, ha tolto chance alle amministrazioni che, in realtà, avevano seguito in pieno le regole.

BOZZOLO – Il comune di Bozzolo ha vinto contro il Ministero delle Infrastrutture anche al Consiglio di Stato. Di fatto un bis della prima sentenza positiva ottenuta al Tar. Difeso dall’avvocato Antonino Rizzo del foro di Cremona, il comune bozzolese col sindaco Giuseppe Torchio in prima linea ottiene così 250mila euro come risarcimento per un “Click Day” aperto dal Ministero stesso di cinque anni fa, quando già Torchio era primo cittadino.

All’epoca venivano messi a disposizione fondi da Roma per finanziare progetti di vari genere, selezionati dai comuni e legati al ramo edilizio. Bozzolo intendeva ristrutturare le abitazioni popolari di via Colombo, di proprietà del comune e non di Aler. La formula del “Click Day” prevede la regola del “chi prima arriva meglio alloggia”: il punto però, contestato dal comune di Bozzolo e dall’avvocato Rizzo, è che alcune domande erano giunte alle 8.58 o alle 8.59, anziché alle 9, orario di apertura del “Click Day”. Uno o due minuti che però hanno fatto la differenza e una scorrettezza che, facendo esaurire prima i fondi a disposizione (i “Click Day” sono molto richiesti e fanno gola a diverse amministrazioni), ha tolto chance alle amministrazioni che, in realtà, avevano seguito in pieno le regole. Come quella di Bozzolo, appunto.

“Avremmo potuto contattare i vari Ministri che si sono susseguiti negli anni, da Delrio a Toninelli a De Micheli, ma non sarebbe stato giusto – spiega Torchio con soddisfazione -. Era corretto seguire un iter giudiziario, che ci ha dato ragione. Ringraziando l’avvocato Rizzo, che ha lavorato molto bene, posso solo dire che impegneremo i 250mila euro ottenuti per fare quello che avevamo promesso già nel 2015: all’interno delle case popolari pensiamo di ricavare anche mini appartamenti, che potrebbero essere dati in concessione a chi deve sostenere la riabilitazione per malattie rare, senza dimenticare le ausilioteche, sempre in collaborazione con il presidio ospedaliero don Primo Mazzolari e seguendo dunque le esigenze del nostro territorio”.

Giovanni Gardani

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