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Coronavirus e i debolmente positivi
(in maggioranza): come sono cambiati
i tamponi, che ora trovano tutto

Oggi i tamponi sono migliorati molto rispetto a fine febbraio, quando tutto è cominciato, così come le tecnologie a supporto: ebbene, ora si riescono a trovare fino a 5 segmenti di RNA virale. In buona sostanza, se una persona ha anche solo 5 pezzettini di Coronavirus in corpo, viene considerata positiva.

Li chiamano debolmente positivi: un’etichetta che non bisogna commettere l’errore di fare coincidere con gli asintomatici. O meglio i due concetti si sovrappongono, ma non sono la stessa cosa. Piuttosto il debolmente positivo è una sorta di nuova frontiera nella caccia al Coronavirus e nella volontà di isolare persone potenzialmente contagiose, proprio per contenere la diffusione del Covid. Dopo i mesi tremendi di marzo e aprile, il piano sta funzionando, come ha dimostrato nel Casalasco-Viadanese la situazione dei focolai nei macelli, esplosa in una settimana e poi, la settimana successiva, subito rientrata, senza creare ulteriori preoccupazioni.

La ricetta è quello della screening a tappeto, che il Veneto ha portato avanti prima e la Lombardia invece no, probabilmente sbagliando o probabilmente non riuscendo a gestire una situazione comunque di emergenza, in cui la mossa giusta non sempre è stata semplice da comprendere. Il concetto di debolmente positivo, in ogni caso, introduce un passo avanti fatto a livello sanitario e medico nella somministrazione dei sierologici e dei tamponi. Per comprendere meglio il passaggio, occorre utilizzare i numeri e introdurre il concetto di segmento di RNA virale. Di fatto un segmento è un pezzettino infinitesimale di Coronavirus, che entra nell’organismo: una persona malata di Coronavirus e che si sente male, dunque ha alcuni sintomi – dai più lievi ai più gravi, ma comunque chiari – ha milioni di segmenti di RNA virale in corpo. Oggi i tamponi sono migliorati molto rispetto a fine febbraio, quando tutto è cominciato, così come le tecnologie a supporto: ebbene, ora si riescono a trovare fino a 5 segmenti di RNA virale.

In buona sostanza, se una persona ha anche solo 5 pezzettini di Coronavirus in corpo, viene considerata positiva. E’ chiaro che, in questo caso limite, il positivo è ovviamente asintomatico e questo è anche il motivo per cui, essendo la carica virale presente ma bassa (al limite dell’inesistente), questi positivi vengono considerati assai poco contagiosi. Certo tra i 5 segmenti e i milioni di segmenti di RNA virale c’è un mondo di possibilità e combinazioni. Ma quel che conta è che i debolmente positivi, che sono asintomatici per quanto appena rimarcato, vengano a galla, per stroncare il prima possibile, e prima del ritorno del freddo, il Covid. E se alla fine fosse meglio ad un certo punto avere più positivi, purché asintomatici, proprio per questa serie di motivazioni? Una provocazione certo, che però ha un fondo di verità. Più positivi ci sono, meglio (e prima) il virus si può isolare. Da qui la necessità di tamponi così specifici, capaci di trovare il virus anche dove non si percepisce e non fa effetto…

redazione@oglioponews.it

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