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Morti nelle Rsa: vertice Procura
Nas. 'Un lavoro macroscopico
che porterà alla verità'

“Un lavoro macroscopico”, ha detto il procuratore, “che richiede tempo, ma che avrà il pregio di descrivere con precisione tutte le dinamiche di quanto accaduto, un lavoro ambizioso che non mira a tutti i costi a cercare responsabilità, ma a capire quale è stata la reazione del nostro sistema cremonese rispetto all’emergenza Covid".

E’ in pieno svolgimento la delicatissima indagine dei carabinieri del Nas di Cremona che, con il coordinamento della procura, sta tentando di far luce sulle morti per sospetto Covid degli ospiti delle Rsa cremonesi e dell’ospedale avvenute nei mesi di piena emergenza sanitaria. Un primo vertice tra il procuratore Roberto Pellicano e gli uomini del Nas, al quale ha partecipato anche il comandante del Nas di Milano, si è svolto martedì scorso, quando è stato fatto il punto su quanto emerso finora dall’esame della mole di documentazione (carteggi clinici, documenti, mail e comunicazioni dei direttori sanitari delle Rsa) sequestrata in otto case di riposo del cremonese e del cremasco. Il lavoro per capire cosa è successo è in pieno svolgimento, ma, come ha tenuto a sottolineare il procuratore, si può già parlare di una ricostruzione abbastanza dettagliata riguardo la dinamica dei fatti. Nelle mani degli investigatori ci sono dossier che riguardano ogni singola casa di riposo, ma anche un quadro d’insieme su quelle che sono state le modalità organizzative dell’intero comparto sanitario. “Un lavoro macroscopico”, ha detto il procuratore, “che richiede tempo, ma che avrà il pregio di descrivere con precisione tutte le dinamiche di quanto accaduto, un lavoro ambizioso che non mira a tutti i costi a cercare responsabilità, ma a capire quale è stata la reazione del nostro sistema cremonese rispetto all’emergenza Covid”. Al lavoro che si sta portando avanti in questi ultimi mesi  seguiranno, molto probabilmente, le audizioni delle persone che gli inquirenti riterranno di dover sentire.

Sara Pizzorni

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