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Ats Valpadana, protocolli
più rigidi sui macelli mantovani:
3mila operai controllati

L’idea è quella di migliorare le procedure, tenendo conto della specificità degli ambienti di lavoro con un occhio di riguardo alla formazione dei lavoratori stagionali e legati alle cooperative e coinvolgendo di più nei controlli anti-Covid i comuni nei quali sorgono gli impianti considerati a rischio.

Come noto è la provincia di Mantova quella più colpita, in Lombardia e in Italia, dai focolai nei macelli e salumifici. Questo, almeno, dicono i numeri. E se in Emilia Romagna scatta la prassi, voluta dai vertici sanitari e dalla Regione, dei controlli a tappeto di tipo sierologico, in Lombardia, in attesa di una direzione univoca, ecco che almeno nel mantovano ci si è mossi per tempo. Sono 38 i macelli controllati in seguito ai contagi che si sono verificati in alcuni salumifici e macelli della provincia, in particolare nella zona dell’Oglio Po. E sono ben 3mila i lavoratori controllati, comprendendo l’indotto. In tre casi si è verificata una mancata conformità che ha fatto scattare sanzioni. Insomma, un vero e proprio controllo a tappeto, che allo screening classico sui dipendenti ha associato controlli di diverso tipo inerenti i protocolli.

Il direttore generale di Ats Valpadana Salvatore Mannino ha esposto questi numeri al tavolo di confronto con i segretari provinciale di CGIL, CISL e UIL, i referenti di Ats Valpadana e le associazioni di categoria: un incontro in videoconferenza, che mira a scrivere un vademecum ancora più rigido all’interno dei macelli, mancando appunto per il momento una regia regionale. Intanto ai controlli sanitari sono stati come detto associati i controlli delle prescrizioni indicati nei protocolli nazionali. L’idea è quella di migliorare le procedure, tenendo conto della specificità degli ambienti di lavoro con un occhio di riguardo alla formazione dei lavoratori stagionali e legati alle cooperative e coinvolgendo di più nei controlli anti-Covid i comuni nei quali sorgono gli impianti considerati a rischio.

redazione@oglioponews.it

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