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Rivarolo Mantovano,
comune amico delle api (e non
solo a parole): il progetto AdA

Da subito verranno coinvolti due ettari di terreno incolto in zona artigianale a Rivarolo, temporaneamente assegnati in comodato gratuito all'Associazione ambientalista Giubbe Verdi perchè insedi famiglie di Api

RIVAROLO MANTOVANO – Il 2020 è l’anno nel quale si rende ancora più urgente ribadire l’importanza di tutelare il Territorio: prendersi cura dell’ambiente nel quale viviamo è una delle strategie per combattere i Cambiamenti climatici, salvaguardare la Biodiversità e garantire migliori condizioni di vita alle Comunità locali.??Con questa consapevolezza, il Comune di Rivarolo Mantovano ha posto da tempo al centro della sua azione amministrativa iniziative volte alla salvaguardia dell’Ambiente antropico e a tutela della Biodiversità naturale: dal programma di Forestazione del territorio comunale alle iniziative connesse alla dichiarazione di “Comune amico delle Api”, dal progetto di restauro dei Ponti storici a quello di Difesa del suolo con la regimazione idraulica delle Sorgive nella Regona di Cividale.

Per dare un contributo fattivo alla conservazione della Biodiversità, l’amministrazione comunale si è risolta a promuovere, nel giugno 2020, il progetto AdA (acronimo di “Amici delle Api”), sviluppato nell’ambito delle iniziative di salvaguardia e tutela delle Api assunte con la dichiarazione “Comune amico delle Api”.??AdA prevede di destinare a colture mellifere alcune aree individuate come nettatifere dal progetto di miglioramento e tutela della Biodiversità floreale, esteso ad oltre 150.000 metri quadrati di terreni pubblici e privati, recentemente approvato dalla Giunta comunale.?Ricordiamo come per Zone nettarifere si intendano le aree coltivabili in modo permanente o temporaneo con essenze erbacee, arbustive e arboree mellifere, destinate al sostentamento delle Api domestiche e solitarie, come pure degli insetti impollinatori in generale (bombi, farfalle, coccinelle, etc.). ?Oltre ad individuare le aree e le essenze mellifere, il progetto definisce tre tipologie attuative: la Strada delle Api, il Giardino delle Api e il Campo delle API, di seguito sinteticamente illustrate.?? Le STRADE DELLE API sono veri e propri corridoi verdi, piantumati a fiori ed essenze vegetali mellifere, pensati per le api e gli altri insetti impollinatori, che si sviluppano utilizzando i cigli e i fossi a bordo strada in zone urbane e/o extraurbane. Potenzialmente possono coinvolgere le aree verdi puntuali circostanti e collegare superfici tra loro distanti.

Strada delle Api

La valenza funzionale di una Strada delle Api consiste nel fatto di costituire elemento di continuità, ecologicamente attrattivo, all’interno di un paesaggio agrario generalmente “ostile”: una “strada fatta di fiori”, ma non solo, potendo i cigli stradali ospitare anche essenze arboree ed arbustive mellifere .??I GIARDINI DELLE API sono aree circoscritte o circoscribibili, a valenza morfologica puntuale, solitamente localizzate in ambito urbano, da coltivare con essenze erbacee, arboree ed arbustive mellifere. Possono ospitare piccole attrezzature (alberghi per le Api, ecc.) utililizzabili dalle api selvatiche.

Giardino delle api

I Giardini delle Api sono aree fiorite, in ambito urbano o periferico, strutturate per accogliere piante mellifere a fioritura scalare, perenni o autoriseminanti, di interesse apistico. Questi piccoli angoli colorati avranno il fine di supportare la presenza di api e altri impollinatori durante l’arco dell’intero anno in ambienti poveri di piante nettarifere e pollinifere, come aiuto concreto per gli insetti impollinatori presenti negli ambienti urbani.

Campo delle Api

I CAMPI DELLE API: Rientrano in questa tipologia le proprietà fondiarie comunali attualmente inutilizzate, solitamente interessate da destinazioni d’uso urbanistico che ne prevedono la trasformabilità in tempi non certi.

L’obiettivo è realizzare piccole aree colturali mellifere disseminate nelle zone agricole: dopo la fioritura della colza e degli alberi da frutto in primavera, segue infatti un «vuoto alimentare» che è chiamato “buco mellifluo”. E’ qui che interviene la varietà colturale che caratterizza i Campi delle Api: la miscela di piante che offrono polline e/o nettare mira infatti a colmare questo “buco mellifluo”. La miscela è seminata tra fine aprile e inizio maggio e comincia a fiorire a fine maggio. È costituita da grano saraceno che fiorisce per primo, seguito dalla facelia, dal fiordaliso e dal papavero e poi dalle leguminose (dal trifoglio bianco al rosso alla lupinella). Ciò fornisce un apporto continuo di polline e nettare, approssimativamente fino alla fine di agosto.

OPERATIVAMENTE – ?Da subito verranno coinvolti due ettari di terreno incolto in zona artigianale a Rivarolo, temporaneamente assegnati in comodato gratuito all’Associazione ambientalista Giubbe Verdi perchè insedi famiglie di Api e sperimenti l’attuazione di un “Campo delle Api”.?Contestualmente il Comune impianterà essenze floreali mellifere (fiori ed arbusti) sulle banchine della Strada del Ponterotto, la vecchia strada comunale a sud dell’abitato di Cividale, oltre un chilometro di strada bianca, che si qualificherà come “Strada delle Api”.? Rimane confermata la conduzione dell’Orto sinergico di Cividale, frutto della collaborazione con la Parrocchia di Santa Giulia, dove è in essere quello che viene definito il “Giardino delle Api”, 1.500 metri quadrati circa di terreno già coltivato con essenze floreali mellifere.?? Qui sotto, nelle foto aeree, il terreno incolto scelto per l’intervento pilota in Zona artigianale, la Strada comunale del Ponterotto e l’Orto sinergico di Cividale.

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