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Auto nel fiume Po a Viadana:
iniziate e poi sospese
le operazioni di recupero

Le operazioni di recupero sono state sospese alle 18.40 di domenica: questo perché la benna non riusciva ad agganciare l'automobile sul fondale, nonostante il braccio meccanico sia stato calato diverse volte. In un'occasione è stato agganciato il serbatoio della benzina, che però è stato strappato via, senza dunque fare riemergere l'auto.

VIADANA – Sono partite a metà pomeriggio di domenica le operazioni di recupero dell’auto finita nelle acque del fiume Po attorno alla mezzanotte di venerdì scorso. Dopo che il mezzo è stato individuato a quasi 6 metri di profondità e a una distanza di 23 metri circa dalla sponda mantovana grazie ad un ecoscandaglio, una imbarcazione dotata di benna della ditta Bacchi di Boretto è partita per tentare il recupero del mezzo. Ancora non si sa se a bordo vi sia qualcuno e questa è la parte più misteriosa – e che più tiene col fiato sospeso – della vicenda, sperando che il finale non sia drammatico, ossia che l’auto non avesse al proprio interno nessuno. Pare che il primo tentativo di recupero non sia andato a buon fine, col cavo di recupero tranciato dal peso dell’auto e, assieme, dalla forza della corrente, parecchio intensa in quel punto. Ora è cominciato il secondo tentativo: all’auto è stata agganciata una boa, che consente di seguire eventuali movimenti del mezzo causati dalla corrente. L’automobile sarebbe, stando ai pezzi di carrozzeria recuperati a riva e persi durante l’inabissamento, una Alfa Romeo 156.

Le operazioni di recupero sono state sospese alle 18.40 di domenica: questo perché la benna non riusciva ad agganciare l’automobile sul fondale, nonostante il braccio meccanico sia stato calato diverse volte. In un’occasione è stato agganciato il serbatoio della benzina, che però è stato strappato via, senza dunque fare riemergere l’auto. Servirà probabilmente un “ragno” meccanico e non una benna, e per il prossimo tentativo si pensa di sfruttare anche i sommozzatori per dare qualche indicazione più puntuale. I movimenti dell’imbarcazione della ditta Bacchi sono stati scortati da tre imbarcazioni, due di privati e una dei Vigili del Fuoco. Lunedì le operazioni dovrebbero riprendere, con l’ausilio appunto di sub e uno strumento meccanico diverso e più idoneo al recupero.

NC

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