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Presidio ospedaliero 'Mazzolari':
tutto quello che non va.
Il pd di Bozzolo denuncia

quando sarà prevista la riapertura del degli ambulatori in cui si eseguono le mammografie . E’ vero che in altre strutture a decine di chilometri sia possibile eseguirle, ma in questo modo avremmo pazie

BOZZOLO – Il presidio riabilitativo ‘Don Primo Mazzolari’ di Bozzolo è tema di alcune riflessioni fatte dal circolo locale del PD. “Volevamo portare all’attenzione degli organi di stampa e della cittadinanza sia del comune di Bozzolo, che dei cittadini dei paesi limitrofi, che fanno parte dell’utenza che usufruisce dei servizi del nostro presidio Riabilitativo ‘Don Primo Mazzolari’.
Ormai è sotto agli occhi di tutti, dopo l’emergenza Covid, come la riforma della sanità lombarda non sia stata capace di mettere in atto le adeguate disposizioni e procedure per sopperire alla cattiva gestione delle strutture, alla carenza di operatori (ricordiamo le foto degli infermieri e dei medici, paramedici e assistenti stremati da turni di lavoro massacranti) e che pagano lo scotto di aver venduto e non aver rimpiazzato quei servizi che la Regione ha scelto di mettere sul mercato. Avevamo e abbiamo eccellenze, sia di strutture che di operatori, che sono stati il vanto e la speranza nell’emergenza, che hanno tappato le falde di un sistema malato”.

Entrando nello specifico del nostro presidio di Bozzolo, chiediamo quindi al nostro Sindaco e ai Sindaci dei paesi confinanti, di unirsi alla nostra battaglia di denuncia, oltre che portare le nostre istanze alla sede del consiglio Regionale attraverso i nostri consiglieri.

Il nostro Sindaco ha fatto molto e si è sempre speso in prima persona, e di questo gliene diamo atto, ma sembra che ormai nessuno stia più ad ascoltare quanto denunci, forse perché ormai si dà per scontato che la sanità Lombarda non funzioni più, indirizzata come in altri luoghi ad una sanità privata, legata soprattutto non al giuramento di Ippocrate, ma al libero mercato, stringendo accordi legittimi di sovvenzioni e accreditamenti, in sostituzione di ciò che è stato eliminato.

Vediamo ad esempio che il punto prelievi non ha spazi consoni alla stagione e che le persone (molte delle quali anziani e che faticano nel sistema di prenotazione telefoniche) debbano fare file e aspettare il proprio turno sotto al sole mattutino, al di fuori degli ingressi degli ambulatori.

Chiediamo se le mansioni delle O.T.A vengano assicurate e se le stesse non debbano sobbarcarsi responsabilità che non competono a loro.

Invitiamo a verificare se vi sia l’assenza dopo le ore 16.00 del personale che mette in atto le procedure anticovid all’ingresso del reparto di riabilitazione, che però rimane aperto all’utenza fino alle 20.00, quindi è probabile che non vi sia nessun controllo all’accesso dalle 16.00 alle 20.00.

La commissione invalidi e il centro vaccinazioni sono stati spostati a chilometri di distanza con un danno effettivo all’utenza. A chi è giovato lo spostamento di questi servizi? Mentre nel nostro presidio ci sarebbe lo spazio necessario.

Al reparto di radiologia , come denunciato da un nostro concittadino, è stato sottratto e assegnato altrove un impianto dedicato alle immagini a supporto del mammografo, rendendo non accessibile il servizio di mammografia in screening.

Un’altra domanda che ci sorge è per quando sarà prevista la riapertura del degli ambulatori in cui si eseguono le mammografie . E’ vero che in altre strutture a decine di chilometri sia possibile eseguirle, ma in questo modo avremmo pazienti di serie A e di serie B, visto che il servizio era nel nostro plesso.

La struttura è fatiscente, sinceramente non abbiamo informazioni circa lo stato di avanzamento dei lavori al POT, che di fatto è una struttura con tre ambulatori, mentre l’ingresso principale del presidio vede pluviali ammalorati, infissi e cornicioni in stato vetusto.

Nei locali adiacente all’ex centro San Restituto c’erano gli ambulatori con a disposizione dei cittadini un’assistente sociale e psicologa, andate in pensione, chiediamo se fossero state sostituite in quanto servizi essenziali in una comunità.

Come si può vedere, è sotto all’occhio di tutti quello che non funziona, siamo in grado di percepire che una razionalizzazione andava e va fatta, ma non a scapito dell’utenza, in un paese in cui le nascite diminuiscono e l’età dei nostri anziani aumenta , per fortuna, ma questo incremento va supportato con strutture idonee ad una vita dignitosa.

Abbiamo appunto visto il trattamento che la Regione ha tenuto con le RSA , lasciate come ultima frontiera prima dei risvolti tragici della pandemia.

Chiediamo come Partito Democratico che si metta mano ad una riforma strutturale che abbia come obiettivo principale le persone e non i profitti, i cittadini del nostro territorio pagano le tasse, e quindi è giusto e legittimo che abbiamo il diritto di avere servizi migliori”.

redazione@oglioponews.it

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