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Pomponesco ricorda il dottor
Gallosti: "Una targa per dirti
grazie di tutto ciò che hai fatto"

"Del dottor Benelli ho solo sentito parlare, per motivi anagrafici; ho invece conosciuto il dottor Gallosti nell’ultima parte della sua carriera professionale: persona altruista, generosa, con alto senso civico, ha dedicato al suo paese gran parte del suo tempo con responsabilità e sensibilità, pensando ai più fragili, ossia bambini e anziani”.

POMPONESCO – Vicino alla targa per il dottor Tonino Benelli, adesso a Pomponesco è stata posta una targa anche per colui che è stato il suo successore, il dottor Kramer Gallosti. Due medici condotti che, essendo prima di tutto pediatri, hanno visto crescere intere generazioni di bambini e ragazzi di Pomponesco per un secolo complessivo di onorata carriera. Prima il dottor Benelli e poi il dottor Gallosti, le cui targhe ora sono vicine nel parco giochi che si trova di fianco alle scuole di Pomponesco. Il sindaco Giuseppe Baruffaldi, presente con il parroco don Davide Barilli e altre autorità, oltre che con alcuni componenti della famiglia Gallosti, ha voluto tracciare un ritratto del dottore. “I due medici hanno fatto nascere, curato e assistito generazioni di bambini, di giovani e meno giovani. Del dottor Benelli ho solo sentito parlare, per motivi anagrafici; ho invece conosciuto il dottor Gallosti nell’ultima parte della sua carriera professionale: persona altruista, generosa, con alto senso civico, ha dedicato al suo paese gran parte del suo tempo con responsabilità e sensibilità, pensando ai più fragili, ossia bambini e anziani”.

“Sei stato il mio medico e di tutta la mia famiglia – ha concluso Baruffaldi, rivolgendosi idealmente al dottor Gallosti – come del resto sei stato il medico di tutta Pomponesco e i Pomponescani. Eri molto chiuso caratterialmente ma allo stesso tempo aperto alle spiegazioni nei tuoi consulti. La tua porta era sempre aperta a tutti e a tutte le ore. Non a caso la richiesta di una targa per il dottor Gallosti, accanto a quella del dottor Benelli, è arrivata da buona parte della cittadinanza e volentieri l’abbiamo accolta: il ricordo che lascia sarà difficile da dimenticare anche per le generazioni che verranno”.

G.G.

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