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Giacomo Invernizzi e Cristiano
Paluan, il 21 omaggio a Morricone: piano
e violino che vanno dritti all'anima

Paluan e Invernizzi, entrambi residenti nel Casalasco, sono ottimi esecutori oltre che insegnanti, con un corposo curriculum alle spalle. Anche questo è garanzia sulla qualità di quel che eseguiranno
In foto da sinistra Cristiano Paluan, il vicepresidente dell'Eridanea Madesani e Giacomo Invernizzi

CASALMAGGIORE – Per mesi la musica è stata relegata all’ascolto di qualche disco, al suono ‘metallico’ del web. Ha pagato un prezzo alto, come tutte le arti in genere, alla chiusura forzata dovuta al lockdown. Chi fa musica ha continuato a lavorare e chi la insegna pure: non è stata una mansione semplice perché poi – come dicevamo – il filtro del computer rende tutto più complesso.

Il lento ritorno alla normalità è fatto di piccoli passi. Di concerti ridotti (per numero di persone, non certo per qualità) ma è fatto finalmente di note che dagli strumenti arrivano direttamente alle orecchie (e al cuore) di chi le ascolta. Un ritorno alla normalità. E’ pure per questo che il concerto di Cristiano Paluan (pianoforte) e Giacomo Invernizzi (violino) che si terrà venerdì 21 agosto negli spazi all’aperto della Canottieri Eridanea (ingresso libero e gratuito anche per i non soci) sarà un momento da ricordare. Per questo e per altri motivi.

Uno dei motivi è che sarà un omaggio ad Ennio Morricone. Il trait d’union del concerto, programmato prima del 20 luglio, era la musica da film. Colonne sonore di ampio respiro: da Morricone a Rota, da Nyman a Mancini. Poi il 20 come fulmine a ciel sereno la notizia della morte di Morricone: “Dopo una settimana dal momento in cui avevamo fissato il programma – ci spiega Cristiano Paluan – è arrivata la notizia della morte del Maestro. A quel punto abbiamo allargato la parte a lui dedicata e deciso di dedicargli il concerto”. La seconda parte della serata sarà quasi esclusivemante dedicata a Morricone. Giacomo Invernizzi – che vive a Martignana di Po ed ha fatto parte dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma – col maestro ha avuto modo di lavorare. Era il tempo della realizzazione della colonna sonora de “La leggenda del pianista sull’oceano”, colonna sonora che il maestro registrò a Roma proprio con l’orchestra di cui Invernizzi era parte. Ha qualche aneddoto da raccontare e li racconterà durante il concerto, ma uno ce lo narra: “Eravamo in sala per incidere un pezzo della colonna solora de Il pianista sull’Oceano – ci racconta Giacomo – era un pezzo per archi soli in Mi maggiore. Una trentina di elementi. Ebbene, eseguimmo quel pezzo e poi, al termine, ci alzammo tutti insieme per applaudire il maestro. Non ci eravamo messi daccordo. E’ che quel brano era talmente bello ed armonioso che non ne potemmo fare a meno”.

Ennio Morricone non è difficile da eseguire. Ma non è per la non complessità dei brani, tutt’altro: “La musica di Morricone – ci spiega Paluan – è evocativa, ti rimanda a qualcosa, a scene di film ormai diventati classici ed è più facile coinvolgere chi ascolta. Non puoi decontestualizzare la musica dalle immagini, e questo è un vantaggio. Gli spartiti di Morricone sono ricchissimi di indicazioni timbriche e dinamiche, di note. E sono un patrimonio culturale”.

“Ho avuto modo di approcciarmi – spiega Invernizzi – anche alla musica di Morricone diversa da quella che lui componeva per i film. Musica classica, brani molto complessi diversi dal solito. Ricordo una partitura per violoncello solo particolarmente difficile”.

Paluan e Invernizzi, entrambi residenti nel Casalasco, sono ottimi esecutori oltre che insegnanti, con un corposo curriculum alle spalle. Anche questo è garanzia sulla qualità di quel che eseguiranno.

Giacomo Invernizzi 52 anni, è nato a Cremona ma vive a Martignana di Po. Ha studiato violinoal Conservatorio ‘Arrigo Boito’ di Parma diplomandosi nel 1989. Successivamente si perfeziona a Portogruaro (Venezia) col Maestro Pavel Vernikov. E’ docente di Violino presso il conservatorio di musica Lucio Compiani di Mantova. Dal 1997 al 2006 ha fatto parte dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma dove ha vinto due concorsi, quello per violino di fila e quello per concertino dei violini secondi. Negli anni romani ha l’opportunità di collaborare con direttori e solisti di fama internazionale come Giuseppe Sinopoli, Gary Bertini, Daniel Oren, Gianluigi Gelmetti, Placido Domingo, Luciano Pavarotti, José Carreras, Ennio Morricone ed ha fatto parte del quintetto del Teatro dell’Opera. Gli anni romani lo vedono pure membro del quartetto d’archi ‘Harmos’ con il quale tiene concerti in importanti sedi in Italia e all’estero e partecipa alla trasmissione Rai ‘Radio 3 Suite’. Collabora regolarmente con l’Orchestra da Camera di Mantova, con l’Orchestra Nazionale RAI di Torino e recentemente è stato invitato a collaborare con l’Orchestra Sinfonica Nazionale Santa Cecilia di Roma. Suona un violino costruito a Cremona nel 2011 da Elisabetta Giordano su modello Guarneri del Gesù.

Cristiano Paluan è nato a Parma ma vive a Casalmaggiore. A Parma si diploma col massimo dei voti al Conservatorio Enrico Boito e poi si perfeziona, sotto la guida dei maestri Petrushanski, Berman, Rivera e Mezzena all’Accademia Musicale Pescarese. E’ qui che prende il diploma triennale di alto perfezionamento pianistico. Nel 1998 segue il maestro Bloch al prestigioso Mozarteum di Salisburgo. Premiato in concorsi nazionali ed internazionali è vincitore di importanti borse di studio presso il Teatro Alla Scala di Milano dove ha conseguito il diploma di specializzazione per maestri collaboratori. Ha tenuto numerosissimi concerti in Italia (tra gli altri Auditorium San Domenico Foligno, Casa della Musica Parma, Sala Pegasus Spoleto, Siena Teatro dei Rozzi, Museo Civico Ala Ponzone di Cremona) e all’estero (Salisburgo Orff Institut, Francoforte, Zurigo, Buenos Aires, Montevideo Fondazione Mozarteum dell’Uruguay, San Paolo, Santiago del Cile). Ha suonato con l’orchestra sinfonica di Pescara, l’Orchestra Sinfonica Statale di Mosca, e l’Orchestra Sinfonica di San Paolo Brasile. Collabora con numerosi cantati e strumentisti, all’attivo ha una collaborazione col Maestro Riccardo Muti e con importanti teatri quali il Teatro Nazionale di Milano, il Teatro Strelher, il Teatro Dante Alighieri di Ravenna, il Regio di Parma, il Teatro Alla Scala di Milano. In qualità di direttore d’orchestra ha diretto l’orchestra da Camera del Festival di Todi e l’orchestra Nuova Cameristica di Milano. Nel maggio 2005 è stato invitato al XX Festival Internazionale di Lima (Perù) dove ha eseguito brani in prima esecuzione assoluta di Roberto Pintos, emergente compositore argentino e José Carli, compositore ed arrangiatore ufficiale dei Berliner Philarmoniker e del Maestro Barenboim. Ha conseguito presso il conservatorio di Parma i diplomi accademici di secondo livello in musica da Camera e pianoforte col massimo dei voti. E’ docente di pianoforte presso l’istituto comprensivo Galmozzi di Crema e presso l’Istituto Superiore di Studi Musicali Monteverdi di Cremona.

“Il lockdown ci ha talmente incatenati – ci dice Paluan – e reclusi che volevo regalare un concerto che fosse slegato da qualunque regola formale. Dopo lo stop volevo suonare musica per il piacere di eseguirla e per il piacere dell’ascolto. Ringrazio gli amici dell’Eridanea, dove è la terza volta che suono. Sarà un concerto ricco di sorprese ma non ve le dico, così come non vi rivelerò i pezzi a sorpresa”.

Giacomo Invernizzi e Cristian Paluan hanno seguito i ragazzi dei loro corsi anche durante il lockdown: “Non è stato semplice – spiega Invernizzi – anche perchè la mediazione del video e del computer toglie qualcosa alla musica, a partire dal suono che risulta artefatto e un po’ distorto. Non è stato facile. Vedremo quando si ripartirà”.

Intanto avremo modo di vedere ed apprezzare i due artisti il 21 agosto negli spazi all’aperto della Canottieri Eridanea (ingresso libero e gratuito per tutti, anche i non soci). Come dicevamo sarà un concerto da ricordare. E anche una maniera per riassaporare la musica diretta, quella che parte dallo strumento e arriva dritta all’anima, senza intermediazioni. Un motivo in più, l’ultimo e forse il primo, per non perdersi l’appuntamento.

Nazzareno Condina

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