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Si è spenta Carla Dal Bon: sarta
per Max Mara, divenne insostitubile
aiuto nella sagrestia del Duomo

Il 4 settembre prossimo sarebbero stati 91 anni, ma Carla si è spenta nel sonno, e in serenità, per sempre. Lascia il nipote Massimo, residente nel milanese, unico parente dato che Carla non si era mai sposata, vivendo con la mamma e lavorando come sarta alla Max Mara.

CASALMAGGIORE – “Per me era come San Pietro: me la ricordo quando veniva incontro col suo grande mazzo di chiavi. Ci teneva che la chiesa fosse in ordine e che in sagrestia tutto fosse al proprio posto. Mi piace pensare che ora ritroverà don Alberto, che sempre ha considerato il suo prete”. Il dolce ricordo di Carla Dal Bon, spentasi nel suo letto presso la casa di riposo Busi di Casalmaggiore, arriva da Gabriella Bassi, una delle sue grandi amiche, che ogni volta, al compleanno, le portava una torta per festeggiare. Poco importa se il maledetto Alzheimer avesse ormai tolto a Carla buona parte dei ricordi e della memoria. Gabriella parlava, cercava di ricostruire, e Carla annuiva e probabilmente capiva. Di certo viveva quei momenti come una festa, soffiando sempre sulle candeline, che sulla torta non mancavano mai.

Il 4 settembre prossimo avrebbe compiuto 91 anni, ma Carla si è spenta nel sonno, e in serenità, per sempre, domenica sera attorno alle 19.30. Lascia il nipote Massimo, residente nel milanese, unico parente dato che Carla non si era mai sposata, vivendo con la mamma e lavorando come sarta alla Max Mara. Carla Dal Bon era però una figura molto legata all’ambiente ecclesiastico, e qui infatti molto nota: quando don Alberto Franzini iniziò il suo percorso da parroco di Casalmaggiore nel 1997, Carla si fece avanti per poterlo aiutare, per tenere in ordine stole, rivestimenti, pizzi e tutto ciò che serve per sistemare l’altare e per tenere in ordine la chiesa durante le celebrazioni eucaristiche ma anche dopo le stesse, riponendo con cura meticolosa quello che, il giorno o la settimana dopo, sarebbe stato di nuovo esposto con identica attenzione ai dettagli. Forse il suo passato di sarta l’aiutava ad avere cura dei tessuti, mentre la grande umanità e bontà d’animo (non senza una certa forza, nel carattere, che la portava spesso a dire la propria opinione, senza troppe remore né timori reverenziali, come giusto che sia) erano parte di lei.

Don Alberto si fidava a tal punto di Carla Dal Bon da averle affidato la sistemazione della chiesa prima e dopo le Sante Messe e assieme della sagrestia. Guai però a chiamarla “perpetua”, perché allora lei si arrabbiava, e non poco. Carla Dal Bon era una presenza rassicurante, che non faceva mai mancare un saluto. Il suo mazzo di chiavi era quello di chi conosceva a memoria stanze e luoghi del Duomo e dell’annesso oratorio. Il funerale dovrebbe essere celebrato (manca la conferma ufficiale) mercoledì alle ore 10.30 proprio a Santo Stefano, la sua seconda casa. Presenza discreta, così come discretamente s’è spenta, Carla riceverà nella chiesa “giusta” i meritati onori per tanti anni di generoso ed enomiabile servizio da volontaria.

G.G. (Foto: NC)

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