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I gestori delle discoteche:
'Sbagliato chiudere, sanzionare
chi non rispetta le regole'

“Possiamo anche accettare il dimezzamento degli ingressi – conclude Zanoni – Così come va bene il rafforzamento dei controlli, sanzionando però chi tra i clienti non rispetta le regole e non addossando tutte le colpe ai gestori".
Rosario Zanoni, presidente Silb Confcommercio Cremona

“Come Silb, l’Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento di Ballo e di Spettacolo di Confcommercio abbiamo deciso di presentare un ricorso al Tar del Lazio contro il decreto di chiusura delle discoteche. Un provvedimento che riteniamo ingiusto e pesantissimo per le realtà economiche del settore. Riaffermiamo con forza, come imprenditori, che non ci interessano gli indennizzi di Stato, noi vogliamo assolutamente lavorare” afferma il presidente provinciale del gruppo Rosario Zanoni. “Chiediamo la riapertura immediata – continua il dirigente di Confcommercio Cremona – per salvare le nostre aziende e tutti lavoratori dello spettacolo, che da sei mesi non percepiscono compensi. Oggi, in Italia, ha aperto un quinto dei locali. Gli altri sono fermi da fine febbraio. Dei contributi statali promessi in questi mesi non si è ancora visto un centesimo. Come facciamo a fidarci ora? La situazione è insostenibile. Occorre promuovere il rispetto delle regole ma non si possono fermare tutte le imprese”.

“Abbiamo garantito il rispetto delle indicazioni per la sicurezza – rilancia Zanoni -. Solo pochi hanno agito in maniera irresponsabile. Siamo i primi a condannarli. Ma per colpa loro non può pagare tutto il settore. Siamo pronti ad un rafforzamento dei controlli rispetto a quanto fatto fino ad oggi. Posso anche garantire che con le forze dell’ordine c’è stata, in questi mesi, una proficua ed efficace collaborazione. È quella la strada da seguire. Non servono provvedimenti di facciata, inefficaci dal punto di vista sanitario, per dimostrare semplicemente l’attenzione al problema”.

“Oggi, purtroppo, viviamo una situazione di profonda incertezza. – afferma il presidente Silb – L’aver delegato alle Regioni le decisioni in merito ha creato ulteriore confusione. Senza dimenticare che alcuni governatori non hanno nascosto la loro contrarietà alla chiusura. Al nostro settore servono regole e tempi certi. Diversamente non si possono gestire le imprese. Non si è minimamente considerato che questa decisione porterà a ricadute economiche negative ed importanti non solo per i gestori dei locali, ma anche e soprattutto per tantissimi lavoratori impiegati nei nostri locali”.

“Servono impegno e responsabilità di tutti – afferma Vittorio Principe, presidente di Confcommercio Cremona – Quello del Governo, invece, è l’ennesimo provvedimento raffazzonato, dettato dalla volontà di dare un segnale forte (o peggio di cercare un capro espiatorio), senza analizzare davvero la situazione. E’ come per la scuola, che vive una incertezza terribile tra didattica a distanza, banchi con le ruote, obbligo ad intermittenza del distanziamento sociale, incertezza assoluta tra didattica in presenza e a distanza. I provvedimenti del Governo testimoniano la confusione di chi è chiamato a decidere. Tornando alle discoteche non possiamo dimenticare che le imprese del SILB sono tra le più pesantemente colpite dalla emergenza sanitaria. Se proprio non si possono evitare le restrizioni le si applichi in modo selettivo, distinguendo tra i diversi tipi di locali, permettendo dove è possibile le attività”.

Silb ha fatto appello (al Tar) contro la decisione del Governo ma, dall’altro lato, è pronta a rendere ancora più forte il proprio impegno per la sicurezza. “Possiamo anche accettare il dimezzamento degli ingressi – conclude Zanoni – Così come va bene il rafforzamento dei controlli, sanzionando però chi tra i clienti non rispetta le regole e non addossando tutte le colpe ai gestori. E, soprattutto, lo ribadiamo ancora, vogliamo continuare a lavorare”.

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