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Statuto dei lavoratori,
serve una modifica
alla legge

Lettera scritta da Giovanni Vigani (Grande Nord - Bassa Padana)

Egregio Direttore,

vogliamo informare lei e i suoi lettori che oggi il lavoro nell’anno 2020, ha bisogno di rivoluzionare se stesso, partendo dallo Statuto dei lavoratori (la legge 20 maggio 1970, n. 300), una parte significativa di questi cambiamenti dovrebbe riguardare in special modo l’ aspetto economico.

Lo Statuto dei lavoratori ha appena compiuto 50 anni, ma a causa della velocità esponenziale con cui il mercato del lavoro si modifica ha bisogno di adeguarsi al mondo attuale, e già prima del covid 19, avevamo grosse incongruenze tra l’ applicazione dello statuto del lavoro e il mercato attuale.

La mancanza di adeguamento salariale al costo reale della vita, il mancato rinnovo dei contratti da diverso tempo, la molteplicità di contratti per il medesimo impiego, hanno creato salari ormai inadeguati gia’ da diversi anni.

Servono nuovi strumenti con un modello di contrattazione nuovo, molto più semplice e fruibile!

E’ necessaria una reintroduzione dell’ art.18, con lo scopo di salvaguardare il lavoratore, non solo da un licenziamento ingiustificato, ma dal ricatto che è consequenziale alla precarietà che ne deriva dalla mancanza di tutela del proprio lavoro.

La contrattazione dovrebbe presentarsi come un contratto unico, differenziato tre aspetti fondamentali: il lavoro temporaneo, la tipologia di lavoro e l’ubicazione geografica dell’azienda. Specifichiamo meglio, il lavoro può essere con assunzione a tempo indeterminato, con il ritorno come preventivamente esposto alla tutela dell’articolo 18, ma siamo consapevoli anche che esistono necessità di lavori temporanei, ad esempio le categorie stagionali, ma anche esse devono rientrare in una contrattazione basata su elementi precisi che non siano lesivi della dignità umana!

E’ necessario da uno stipendio economico base uguale per tutte le categorie di lavoratori, aggiungere la tipologia specifica di lavoro come incremento a questo valore base per esempio avremo un lavoratore turnista, che aumenta il proprio coefficiente economico, a fronte dell’ impegno prestato oppure della tipologia di lavoro prestato. Non ultimo vi deve essere un chiaro parametro che vada ad identificare il costo della vita specifico per l’ area di riferimento. Quindi avremo una paga base che sarà calcolata sulla media del costo reale della vita, alla quale si aggiungeranno gli oneri per la tipologia di lavoro, e un ulteriore quota che sara riferita al costo specifico della vita nella zona dove opera il lavoratore.

E’ necessario ridisegnare il mondo del lavoro, abbiamo assistito grazie al covid ad un implentazione dello:” smart working ” ma questo non basta a colmare un arretratezza non solo tecnologica, culturale, formativa, ma anche contrattuale.

E’ necessario uno sguardo volto al futuro con maggiore coraggio e concretezza.

Il gruppo Grande Nord bassa padana è pronto a battersi con tutte le proprie forze per un futuro migliore, sostenendo tutti i lavoratori! Oggi siamo sempre più convinti che ritornare alle famose gabbie salariali, è la strada giusta.

La ringraziamo anticipatamente

redazione@oglioponews.it

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