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Fabrizia Zaffanella risponde
a don Andrea: "Coraggio
e fiducia, io ce la metto tutta"

Mi auguro, quale che sia il risultato elettorale, di continuare a ricevere da Lei quella forte spinta ideale contenuta nella lettera, in modo da poter continuare un dialogo, fecondo

VIADANA – Risponde la candidata del centro sinistra Fabrizia Zaffanella alle sollecitazioni e all’invito alla riflessione di don Andrea Spreafico.

“Gentile don Andrea, ho letto con molta attenzione la sua lettera e mi sono presa qualche giorno di riflessione prima di decidere se risponderLe e, soprattutto, cosa risponderle; in questo secondo caso, volevo evitare il rischio di limitarmi a evidenziare che molti dei cinque indirizzi da lei indicati trovano spazio nel mio programma elettorale, e che, dunque, le sue considerazioni conferiscono indirettamente un importante apprezzamento per il lavoro svolto da me, insieme ai componenti della mia lista.

Sarebbe stata una risposta limitata al contesto elettorale e, dunque, molto al di sotto delle sue considerazioni, di ben altra portata! Io, nella sua lettera, trovo molti concetti forti, dei quali ne segnalo alcuni, che mi hanno particolarmente colpito: “canyon di crisi economica,….. sfiducia generale”, “ricostruzione”, “senso del bene comune”, “tirar fuori la parte migliore….”, “credere non solo in Dio ma anche nella bontà dell’uomo”, “confidare nel servizio della politica”. Da un lato, un senso di viva preoccupazione per la situazione economica e sociale, dall’altro, una viva speranza, alimentata dalla fede ma non solo, di fronteggiare e superare l’abisso in cui il Covid ci ha scaraventato!

E’ un’analisi impegnativa che supera il coro di rimostranze e lamentele provenienti, da mesi ormai, non solo nei confronti delle misure adottate dal Governo, ma addirittura anche nei confronti delle preoccupazioni per la salute, espresse dagli scienziati. In sostanza, al di là di errori inevitabilmente compiuti, in una fase così drammatica, dagli amministratori, a vari livelli, si riscontra nel paese un diffuso atteggiamento quanto meno attendista da parte di molti, inconsapevoli che l’uscita dalla crisi non la regala né l’Europa, né il Governo, ma può e deve essere il frutto di un impegno di tutti, di una responsabilità diffusa, di una rinnovata coesione sociale.
Ecco il compito della politica: non rincorrere le illusioni, non alimentare le paure, non invocare situazioni di benessere, peraltro mai di tutti, di tempi passati; al riguardo, mi viene alla memoria un indimenticato artefice della politica di qualche decennio fa, Aldo Moro, che, nel 1974, nel pieno di una stagione di grandi tensioni sociali affermò: “..oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità. Si tratta di essere coraggiosi e fiduciosi, si tratta di vivere il tempo che ci è stato dato con tutte le difficoltà”.

Coraggio e fiducia: io ce la metto tutta, nella certezza di trovare accanto a me anche tante risorse, tanta energia, tanto spirito di sacrificio, tante idee. Mi auguro, quale che sia il risultato elettorale, di continuare a ricevere da Lei quella forte spinta ideale contenuta nella lettera, in modo da poter continuare un dialogo, fecondo della speranza e della volontà di “tornare a sperare”

redazione@oglioponews.it

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