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Covid, caos asili: raffica
di richieste di informazioni,
pediatri presi d'assalto

In più c’è il problema pediatri: per rientrare in aula, dopo 3 giorni di osservazione obbligatori, serve il certificato medico. I pediatri sono tempestati di telefonate per capire come comportarsi, negli studi pediatrici di via Dante nella sola giornata di martedì sono arrivate centinaia di chiamate da parte di mamme e papà in cerca di risposte.

Sono trascorsi pochi giorni dall’inizio della scuola ma è già caos. Soprattutto per le scuole dell’infanzia, in particolare per quelle paritarie, aperte già dal 1 settembre. Da una parte i gestori delle strutture, che applicano alla lettera le regole del decreto sull’emergenza sanitaria: se i bimbi manifestano anche un solo sintomo riconducibile al Covid, come febbre, tosse, raffreddore o dissenteria, non possono accedere alla scuola. Il rischio è troppo alto: la tutela della comunità scolastica prima di tutto. Tra l’altro, in caso di contagio, si temono anche conseguenze penali che sarebbero il colpo di grazia dopo il lockdown. Dall’altra le famiglie, che si vedono rispedire a casa i bimbi anche per un banale raffreddore senza febbre, con tutti i disagi che ne conseguono per i genitori che lavorano. La preoccupazione e la rabbia per la situazione che rischia di far implodere il sistema scuola sono palpabili.

In più c’è il problema pediatri: per rientrare in aula, dopo 3 giorni di osservazione obbligatori, serve il certificato medico. I pediatri sono tempestati di telefonate per capire come comportarsi, negli studi pediatrici di via Dante nella sola giornata di martedì sono arrivate centinaia di chiamate da parte di mamme e papà in cerca di risposte. In tutto questo i pediatri non si prendono la responsabilità di firmare certificati per il rientro se non viene effettuato il tampone, che non tutti vogliono fare a bimbi di 3-4-5 anni per raffreddori che per bimbi di quell’età sono all’ordine del giorno da qui a maggio.

La procedura comunque prevede che per escludere il covid e dunque fare il certificato venga effettuato il tampone. In attesa dell’esito la classe di appartenenza del bimbo resta in isolamento fiduciario. Come successo alla scuola dell’infanzia Sacra Famiglia, dove due bambini di una sezione sono stati sottoposti al tampone dal pediatra, segnalati quindi ad Ats, che ha imposto la quarantena ai compagni e all’insegnante. Il caos rischia di ripercuotersi anche al pronto soccorso pediatrico, dove questa settimana si sono registrati numerosi accessi da parte di chi voleva far eseguire il tampone ai propri figli. La situazione rischia di diventare davvero ingestibile per le scuole, per i bambini e per le famiglie. Nella giornata di oggi intanto è previsto un incontro tra Ats Valpadana e pediatri per trovare un compromesso alla gestione della situazione.

Nicoletta Tosato

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