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Un incidente di sei anni fa e
un processo che rivede tutto: merito
della ricostruzione di un giornalista

Da una prima ricostruzione la dinamica poteva risultare evidente con attribuzione della responsabilità al motociclista. Un giornalista di una testata locale però, nell’adempimento del proprio lavoro, trovandosi sul luogo dell’incidente, aveva scattato delle foto attraverso cui si notava la presenza di un cagnolino dentro l’abitacolo dell’auto coinvolta nel drammatico scontro.
Nella foto gli avvocati Azzini e Cerati

CASALMAGGIORE – Una recente sentenza del Tribunale di Parma restituisce importanza e affidabilità ad una categoria, come quella dei giornalisti, spesso bistrattata se non addirittura ritenuta superflua e ingombrante. Tutto nasce da un drammatico incidente stradale accaduto sei anni fa sulla strada che collega Casalmaggiore a Parma. Da quest’ultima città, un motociclista di cinquant’anni L.S. residente a Casalmaggiore, stava facendo ritorno a casa al termine di una visita alla Fiera del Camper che si svolgeva nella città emiliana. Dopo aver superato in sorpasso un certo numero di veicoli l’uomo è andato a sbattere contro un’automobile che sopraggiungeva sul lato opposto, perdendo la vita a causa dei gravissimi traumi riportati. Da una prima ricostruzione la dinamica poteva risultare evidente con attribuzione della responsabilità al motociclista. Un giornalista di una testata locale però, nell’adempimento del proprio lavoro, trovandosi sul luogo dell’incidente, aveva scattato delle foto attraverso cui si notava la presenza di un cagnolino dentro l’abitacolo dell’auto coinvolta nel drammatico scontro.

L’animale appariva libero di muoversi, non essendoci la relativa gabbietta di contenimento. Gli scatti erano stati consegnati alla Polizia stradale in quello spirito di collaborazione che qualche volta si manifesta tra giornalisti e Forze dell’Ordine. Ebbene ,tale documento è bastato a ribaltare quella che poteva sembrare una sentenza acquisita, attribuendo responsabilità nella misura del 40 per cento all’automobilista che viaggiava sulla propria corsia. L’avvocato di Casalmaggiore Emilio Azzini, già noto per aver vinto in passato  una causa milionaria contro l’Ausl riguardante un giovane colpito da poliomelite dopo la vaccinazione presso un centro medico, ha sostenuto  che il cane, libero di muoversi sul sedile, possa essere stato causa di una fatale distrazione nell’automobilista, impedendogli così di accorgersi del sopraggiungere del motociclista. Nell’arringa l’avvocato Azzini, coadiuvato dalla collega Paola Cerati di San Giovanni in Croce, ha pure fatto emergere quella regola del codice della strada indicante l’obbligo non solo di occupare la propria corsia di marcia nell’incrociare altri mezzi, ma di stare addirittura con le ruote il più vicino possibile alla linea di destra, arrivando persino a toccare il ciglio della propria banchina laterale.

Ros Pis

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