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Palazzetto, Slow Town: "Lo
sport che distrugge
l'ambiente dei bambini"

Io voglio lasciare un parco ai miei figli e ai miei nipoti intorno alla scuola e mi opporrò fino alla fine alla realizzazzione del palazzetto in questo luogo, chi oggi tace è complice di questo scempio

CASALMAGGIORE – Un durissimo documento quello di Slow Town. Lo firma Giancarlo Simoni, il tema è il palazzetto che dovrebbe sorgere e probabilmente sorgerà a fianco del plesso scolastico Marconi in Baslenga.

“A Casalmaggiore c’è una carenza di piccole palestre per gli allenamenti delle tante società sportive presenti. Non servono palazzetti dello sport ne tanto meno centinaia o migliaia di posti a sedere per seguire i campionati dilettantistici. Queste piccole palestre possono essere realizzate su terreni già antropizzati  dove è già presente una viabilità stradale, possibilmente recuperando capannoni in disuso in aree già ricoperte da asfalto e cemento fuori dal centro storico.

Pare invece che vogliano spendere 3/4 milioni di euro dei nostri soldi per fare un palazzetto da 1200/1500 posti a sedere, distruggendo una delle aree più belle della città, rimasta intatta da anni in una zona sensibilissima perchè frequentata ogni giorno dai nostri bambini (700 tra materna e primaria) a fianco della scuola Marconi sotto l’argine maestro. A poche centinaia di metri dalla chiesetta di S.Maria, un gioiello, simbolo della città, che è visibile ed è rimasto tale proprio perchè circondato dal verde dei campi e dagli alberi. Compagno di strada dei tanti camminatori e ciclisti, che ogni giorno affollano l’argine verso la frazione di Agoiolo e la chiesetta di S. Serafino nei pressi di Martignana.

Questo terreno non è nostro, ma dei nostri figli, nipoti e delle nuove generazioni che in futuro frequenteranno la scuola. E’ un bene prezioso che va curato e salvaguardato da chi lo vuole distruggere per interessi privati, che nulla hanno a che fare con il bene comune. Un parco alberato e’ l’eredità migliore che gli possiamo lasciare. Ricoprirlo completamente di asfalto e cemento e’ un delitto.

Nei giorni scorsi AB, un/una commerciante di Casalmaggiore anonimo/a, che ringrazio ha commentato così la notizia: 

… I turisti che da Cremona, in bicicletta, arrivano a Casalmaggiore percorrendo l’argine, si trovano davanti uno scorcio di paese che è una meraviglia. Sono accolti dalla stupenda S.Maria, dal verde lussureggiante degli Amici del Po, dal delizioso parchetto di via Italia e, più avanti, dall’inossidabile Lido Po con la poetica finestra. Superata la sbarra, all’improvviso il Po, maestoso nel suo tratto forse più bello. Poi scendono in piazza e si fermano nei bar per una pausa di ristoro. Mi piace scambiare con loro qualche parola e tutti, ma proprio tutti, mi parlano dall’emozione provata arrivando dell’argine. Questo fatto mi inorgoglisce perché so di abitare in un paese bello, con angoli talmente suggestivi che continuano ad emozionarmi nonostante li veda da sempre. Ecco, sapere che uno di questi verrà probabilmente rovinato dalla costruzione di un enorme palazzetto dello sport, mi fa male al cuore (non so dirlo meglio di così). Non entro nel merito se l’opera sia necessaria, non ne ho le competenze, chiedo solo se non sia possibile realizzarla altrove o trovare delle soluzioni alternative. Mi piacerebbe che i promotori e i sostenitori del progetto facessero una passeggiata su quel tratto di argine all’alba o al tramonto ma anche in qualsiasi altro momento della giornata e si chiedessero se davvero vogliono prendersi la responsabilità di mortificare tale meraviglia e di essere per questo ricordati. Il “bello” va preservato, accudito, coccolato e, questo di cui sto parlando , non è “bello”, è di più…” (AB)

In effetti per chi frequenta il luogo e ama Casalmaggiore il solo pensiero che venga distrutto sembra impossibile. Chi mai può pensare di rovinare per sempre una vista così bella? Bisogna essere morti dentro per decidere di ricoprire quella zona di parcheggi auto e di asfalto.

Ci chiediamo se davvero i dirigenti delle società sportive siano daccordo su questa scelta, se lo siano i loro tesserati. Se veramente hanno capito che disastro e che danno sarà per le scolaresche andare a scuola in un posto sempre più inquinato, pericoloso e brutto. Nessun bambino vedrà più l’argine maestro dalla scuola, un enorme struttura ne impedirà la vista dalle finestre e dal parchetto interno. Un paesaggio carcere si parerà ogni giorno davanti ai loro occhi. Nel pomeriggio all’uscita i bambini si troveranno a fare lo slalom tra le auto in transito e i centinaia di parcheggi necessari elimineranno completamente la zona di gioco esterna. Il fronte e il lato della scuola Marconi saranno completamente distrutti  ad uso e consumo di questo mostro inutile. 

Si celebrano sempre i positivi valori sportivi come insegnamento di vita per le nuove generazioni e poi  in nome di questi valori si sostiene l’esatto contrario distruggendo il luogo dove i bambini passano 8 anni della loro vita dalle 8 alle 16 tutti i giorni? Lo sport che distrugge l’ambiente dei bambini e il futuro delle nuove generazioni NON E’ SPORT, è solo business. In queste settimane mi chiedo dove siano i dirigenti sportivi? Qualcuno di voi ha il coraggio di dissentire oppure no?

E mi chiedo dove siano i dirigenti scolastici, i rappresentati di classe dei genitori, le maestre, il consiglio d’istituto? Dove siete?

Negli ultimi anni avete organizzato manifestazioni e progetti per salvare le api, avete portato i bambini in piazza a manifestare, piantato piante mellifere e per cosa?

La scuola Marconi ha appena ricevuto il riconoscimento “GREEN SCHOOL” per i suoi progetti ambientali. Come spiegherete ai bambini che gli stiamo distruggendo l’ambiente in cui vivono?  Vi fate circondare il plesso scolastico dal catrame senza dire una parola? 

Dove sono tutti i nostri rappresentanti politici di maggioranza ed opposizione, tutti daccordo nel distruggere l’ambiente dei nostri figli? Il paesaggio di S.Maria, un patrimonio inestimabile di bellezza verrà compromesso per sempre.

Quando non ci sarà più un albero da abbattere, una zona verde da ricoprire con l’asfalto e il cemento cosa faremo, cosa farete? Abbandoneremo la zona ormai distrutta come gli abitanti di Rapa Nui? 

Io voglio lasciare un parco ai miei figli e ai miei nipoti intorno alla scuola e mi opporrò fino alla fine alla realizzazzione del palazzetto in questo luogo, chi oggi tace è complice di questo scempio assurdo e non semplice spettatore”.

redazione@oglioponews.it

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