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Confagricoltura Mantova:
"Soia, dopo un 2019
disastroso segnali di ripresa"

La campagna 2020 infatti (con le trebbiature ancora da completare) fa registrare, secondo i dati raccolti da Confagricoltura Mantova, un +10% alla voce quantità, con le produzioni in aumento rispetto a un anno fa

Dopo un 2019 decisamente da dimenticare, tra il flagello cimice asiatica, prezzi in calo e rese non soddisfacenti, tornano in parte a sorridere i produttori mantovani di soia.

La campagna 2020 infatti (con le trebbiature ancora da completare) fa registrare, secondo i dati raccolti da Confagricoltura Mantova, un +10% alla voce quantità, con le produzioni in aumento rispetto a un anno fa.

I 12.500 ettari seminati quest’anno all’interno dei confini provinciali (in calo rispetto ai 13.200 presenti nel 2019) hanno prodotto in media tra i 40 e i 50 quintali per ettaro. Soddisfatti i produttori della zona ovest, al confine con il cremonese, dove la raccolta è pressochè completa, che al primo taglio hanno chiuso a 45 q/ha, mentre al secondo a quota 43 q/ha.

Punte anche di 50 q/ha invece per Edoardo Bordini, della zona di Serravalle a Po, una performance favorita anche dalla minor presenza di cimice asiatica: «Erano pochi i grani rovinati –spiega –quest’anno l’insetto ha colpito meno rispetto al 2019, annata davvero disastrosa. Io al primo raccolto ho chiuso con una produzione che va dai 42 ai 50 quintali per ettaro».

Invita in ogni caso a non abbassare la guardia Franco Gobbi, titolare del centro di raccolta Albaverde di Quistello: «La cimice ha colpito meno, ma non è scomparsa naturalmente. I primi dati che abbiamo ci confermano la bontà dell’annata 2020, ne avevamo bisogno dopo un 2019 decisamente da dimenticare per i produttori di soia».

Notizie incoraggianti anche per quanto riguarda le quotazioni di mercato, con un aumento del 12% del prezzo rispetto a un anno fa. La Borsa Merci di Mantova nel2019 infatti, in questo periodo, quotava la soia 336 euro alla tonnellata, mentre oggi siamo a 377 euro alla tonnellata, con un aumento netto di 41 euro.

Una boccata d’ossigeno importante per i produttori, anche se alcune problematiche permangono: «È assolutamente inaccettabile –spiega Roberto Begnoni, presidente della sezione cerealicoltori di Confagricoltura Mantova –che la soia estera Ogm venga valutata 380 euro alla tonnellata, vale a dire 3 euro in più rispetto a quella italiana non Ogm. Gli Ogm nelnostro paese vengono demonizzati, ma poi chi la esporta in Italia ha condizioni economiche migliori, un controsenso».

Necessario, per Begnoni, anche un cambio di paradigma a livello politico: «Ancora oggi manca una vera e propria strategia di sostegno alla filiera delle proteine vegetali. Vengono stanziati periodicamente aiuti a pioggia, efficaci magari nel breve periodo ma inadatti per una visione di lungo raggio.

Anche gli ultimi finanziamenti per le filiere varati dal Mipaaf sono insufficienti, chiediamo la redazione di un vero e proprio piano strategico per il comparto».

redazione@oglioponews.it

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