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San Rocco, c'è speranza: via
ai lavori di messa in sicurezza,
opera di privati e del Romani

Là dove non sono arrivate, pur con la loro opera meritoria, le Giornate del Fai (San Rocco raccolse qualche centinaio di firme ma non sufficienti per i finanziamenti) ecco il messaggio dal basso, come detto, dimostrando la forte valenza storica, culturale e affettiva, che il Ministero non ha potuto a quel punto ignorare.

CASALMAGGIORE – Era il settembre 2018, quando durante “La notte degli angeli”, evento artistico pensato dall’Istituto di scuola superiore Romani di Casalmaggiore, veniva annunciato l’interessamento da parte del Ministero dei Beni Culturali per un intervento su San Rocco, la chiesa diroccata fronte argine di Casalmaggiore. Adesso qualcosa si è mosso con ancora maggiore decisione, dato che un cartello è apparso davanti a San Rocco, che certifica le prime operazioni di messa in sicurezza della chiesa e dei suoi angeli in stucco, molto apprezzabili dal punto di vista artistico.

Alla “Notte degli angeli” seguì una conferenza nell’aula magna della scuola alla quale intervenne anche il sovrintendente dei Beni Culturali di Mantova e Cremona Gabriele Barucca. Prima ancora dell’intervento del Polo Romani – che aveva ipotizzato una nuova destinazione d’uso per San Rocco con tanto di video e approfondimenti tecnici che avevano coinvolti vari indirizzi dell’istituto – già nel 2011 alcuni privati cittadini avevano portato avanti iniziative solitarie per provare a salvare un pezzo di storia di Casalmaggiore. Attualmente è difficile ancora quantificare quanti fondi serviranno: il cartello apposto davanti a San Rocco – che indica nell’architetto di Sabbioneta Gabriele Pezzini il responsabile del procedimento e il progettista strutturale, e nell’ingegner Daniele Mazzini, docente del Romani che assieme al prof. Marco Orlandi più si è speso per San Rocco, il progettista a livello architettonico – parla di 100.000 euro, con la fine lavori prevista per il 22 dicembre prossimo. E’ chiaro però che questo è solo un primo passo, dato che si tratta – come viene specificato – di lavori urgenti di messa in sicurezza della struttura. I fondi arrivano direttamente dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e potrebbero essere integrati, col tempo e in caso di ulteriori iniziative di recupero funzionale (che potrebbero incastrarsi con il recupero del Torrione, per il quale vi è un progetto del comune, ricordando che restano congelati 1.5 milioni di euro ministeriali) e non soltanto di messa in sicurezza.

Una storia dunque partita dal basso – coinvolgendo prima i privati, poi la scuola con il Romani e ancora la Curia e la Sovrintendenza – è arrivata fino a Roma, sbloccando una situazione non semplice e che rischiava di lasciare nel dimenticatoio e nell’incuria un edificio che ai casalesi, in passato, è sempre stato molto a cuore. Là dove non sono arrivate, pur con la loro opera meritoria, le Giornate del Fai (San Rocco raccolse qualche centinaio di firme ma non sufficienti per i finanziamenti) sono arrivati anni di studio e di perseveranza da parte di pochi, dimostrando la forte valenza storica, culturale e affettiva di San Rocco, che il Ministero non ha potuto a quel punto ignorare.

Giovanni Gardani

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