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Torre dè Picenardi con la SOMS
diventa una costola del Festival
della Fotografia Etica di Lodi

Così, ecco un dialogo dal basso, che durerà fino al 25 ottobre, evidenziando le difficoltà che il mondo sta incontrando, tra cambiamenti climatici, Covid e diseguaglianze in ogni parte del pianeta. E suggerendo una ripartenza nel nome, appunto, della sensibilizzazione e dell’etica. 

TORRE DE’ PICENARDI – La foto più importante è uno scatto che a Cremona conosciamo bene e che ha fatto il giro del mondo: l’infermiera dell’ospedale Maggiore di Cremona Elena Pagliarini che crolla stremata durante la battaglia al Covid, immortalata dalla collega Francesca Mangiatordi. Ma è soltanto una delle fotografie simbolo di una mostra diffusa, che cioè non si chiude nelle mura di una sala o di un museo, ma esce letteralmente in strada, col formato del poster, rendendo il comune casalasco di Torre dè Picenardi una sorta di costola del Festival della Fotografia Etica di Lodi. Come viene spiegato, l’idea di una mostra diffusa nel territorio torrigiano è nata dopo l’incontro tra il direttore del Festival della Fotografia Etica di Lodi Alberto Prina e Giacomo Volpi, presidente dell’associazione Società operaia di mutuo soccorso di Torre, in occasione della presentazione della mostra del XXIII Premio Internazionale di fotogiornalismo “Andrei Stenin”, organizzata dal Paf di Cremona.

La SOMS, formata da molti giovani che vogliono rilanciare il loro territorio, ha già organizzato in agosto – con inaugurazione per Ferragosto – la mostra di Giuseppe Morandi “La mia Africa”, vent’anni dopo il primo allestimento e con il contributo del curatore Paolo Barbaro. Giacomo Volpi aveva svelato ad Alberto Prina, nell’incontro di Cremona, di essersi lasciato ispirare dal Festival della Fotografia Etica di Lodi e da lì è partita l’idea di una collaborazione, rendendo Torre una sorta di succursale di uno dei più importanti eventi italiani sul tema.

Le fotografie in formato poster affisse sui muri davanti a monumenti o palazzi – come il comune di Torre in piazza Roma ad esempio, ma senza dimenticare piazza Padre Pio a San Lorenzo, piazza della Vittoria a Ca’ d’Andrea e il cortile della Società Operaia Mutuo Soccorso, che sarà aperta tutte le settimane dal giovedì alla domenica, dalle 16 alle 19 – creano per un totale di dodici scatti una fusione con il borgo padano, che è piaciuta molto a Prina, il quale ha concordato con Volpi per riproporre l’esperimento della mostra diffusa, prestando la riproduzione di alcune opere esposte al festival lodigiano. Così, ecco un dialogo dal basso, che durerà fino al 25 ottobre, evidenziando le difficoltà che il mondo sta incontrando, tra cambiamenti climatici, Covid e diseguaglianze in ogni parte del pianeta. E suggerendo una ripartenza nel nome, appunto, della sensibilizzazione e dell’etica.

G.G.

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