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Piazza Garibaldi a Casalmaggiore:
alle 18.30 la protesta pacifica di
chi si sente penalizzato dal DPCM

La manifestazione - come viene precisato sui social network, che hanno fatto da grancassa e richiamo per i partecipanti - sarà assolutamente pacifica: non dovrebbero mancare megafoni e qualche striscione, ma nessuna esagerazione. GUARDA IL VIDEO

CASALMAGGIORE – L’orario non è casuale: anzi è pratico, perché consente a chi parteciperà alla manifestazione di lavorare almeno fino alle ore 18, come previsto dall’ultimo Decreto Ministeriale in vigore fino al 24 novembre; e pure simbolico, dato che a quell’ora, di solito, ci si ritrovava, fino a poche settimane fa, per l’aperitivo serale. Così mercoledì alle ore 18.30 in piazza Garibaldi a Casalmaggiore si ritroveranno baristi e ristoratori del comune casalese, per alzare la voce e fare sentire le proprie esigenze. A loro però si sono uniti anche i gestori di palestre e chi lavora nel mondo dello spettacolo: dunque, tutte le categorie più penalizzate da restrizioni o chiusure (totali o parziali) e in generale dalle ultime decisioni prese a Roma.

La manifestazione – come viene precisato sui social network, che hanno fatto da grancassa e richiamo per i partecipanti – sarà assolutamente pacifica: non dovrebbero mancare megafoni e qualche striscione, ma nessuna esagerazione. Siamo lontani cioè – e questo è l’augurio di tutti – dai vandalismi che hanno segnato profondamente queste levate di scudi in grandi città come Milano e Roma, ma anche in città di medie dimensioni come Parma, dove qualche problema c’è stato. Ricordiamo che anche a Cremona una manifestazione di questo tipo si è tenuta, così come, proprio mercoledì mattina alle ore 11, a Mantova in piazza Sordello. Gli organizzatori hanno invitato i clienti a partecipare, per dimostrare solidarietà.

L’Italia si unisce contro un “semi-lockdown” che interessa alcune categorie economiche, come appunto bar e settore della ristorazione, ma non va a colpire – stando all’accusa – i veri centri nevralgici del contagio, come ad esempio il trasporto pubblico. Per Casalmaggiore sarà un ideale ritorno al passato, pure abbastanza recente: le ultime proteste di piazza erano state il 15 giugno scorso per unirsi al coro degli infermieri, usciti in quei giorni dal caos Coronavirus (prima ondata) ma dimenticati presto dalle istituzioni; e poi il 23 dicembre 2018, antivigilia di Natale, per protestare per i problemi infrastrutturali del territorio iniziando dal ponte Po, all’epoca ancora chiuso per lavori. Mercoledì alle 18.30 un nuovo episodio di sollevazione civile contro una decisione definita eccessiva, specie in alcune zone d’Italia in cui la situazione appare ancora gestibile.

G.G. 

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