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Casalmaggiore, il paradosso
del Torrione: fondi attesi da dicembre
2017 ma ancora fermi a Roma

Alcuni micro-crolli alle coperture del Torrione si stanno verificando a causa di vento o intemperie, dunque se è vero che il tempo non stringe in senso stretto, al contempo non si può dormire sugli allori. E anche per questo l’amministrazione nella primavera 2019 aveva presentato un progetto per il rilancio della struttura.

CASALMAGGIORE – E’ vero che in questo momento le emergenze sono differenti, tuttavia il Torrione di Casalmaggiore, il più antico monumento sul territorio casalese, risalente all’anno 1000, piange. E ancora attende finanziamenti che erano stati garantiti addirittura tre anni fa. Per la precisione 1.5 milioni di euro, una cifra indispensabile, naturalmente, per ristrutturare il complesso monumentale che il comune – da solo – non può rimettere a nuovo, proprio per la grande somma che l’amministrazione dovrebbe accollarsi. Alcuni micro-crolli alle coperture del Torrione si stanno verificando, a intervalli irregolari e a causa di vento o intemperie, dunque se è vero che il tempo non stringe in senso stretto, al contempo non si può dormire sugli allori. E anche per questo l’amministrazione nella primavera 2019 aveva presentato un progetto per il rilancio della struttura.

“I fondi erano stati garantiti il 29 dicembre 2017 – spiega il sindaco Filippo Bongiovanni – dopo che il 9 maggio 2016 era stata lanciata la misura denominata “Bellezza”. Tra i 273 progetti selezionati in tutta Italia c’era pure il nostro Torrione”. Poi però i Governi hanno cambiato volti e colore: “Il 27 settembre 2018 un decreto ha chiesto ai comuni selezionati di presentare la documentazione con i progetti di recupero entro il 13 maggio 2019. Abbiamo rispettato la scadenza, nonostante questa fosse poi stata procrastinata al 15 settembre 2019. Il 29 gennaio 2020 è stato pubblicato un decreto del Presidente del Consiglio – risalente addirittura al 3 settembre 2019, ma sino ad allora mai reso noto – che ammetteva soltanto 20 interventi su 273 alla stipula delle convenzioni. Di fatto è stato esaminato un primo gruppo di progetti, mentre gli altri, come il Torrione, restano nel limbo. Come comune, sicuri di quei fondi, non siamo più intervenuti, anche perché già avevamo investito per redigere il progetto esecutivo. Certo è che più passa il tempo, più la salute della struttura peggiora. Sono passati quattro anni dal lancio dell’iniziativa e non sappiamo più nulla”.

G.G.

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