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Annamaria Piccinelli: "Abbiamo
bisogno di un Presst vero". E
rilancia il vecchio ospedale

Abbiamo bisogno di un vero Presst e il suo luogo naturale è l’ospedale vecchio. Dico 'un vero Presst' perché quello di Piazza Garibaldi è stato un errore, un grave errore a cui bisogna rimediare

CASALMAGGIORE – “Abbiamo bisogno di un PRESST vero”. A chiedere con vigore una struttura realmente operativa e in grado di offrire prestazioni la consigliera comunale Annamaria Piccinelli.

“Abbiamo bisogno di un vero Presst e il suo luogo naturale è l’ospedale vecchio. Dico ‘un vero Presst’ perché quello di Piazza Garibaldi è stato un errore, un grave errore a cui bisogna rimediare.

Abbiamo bisogno di un Presst funzionante a tutto tondo e che implementi le sue funzioni perché è lì la chiave di volta per affrontare situazioni sanitarie come quella attuale e in generale garantire salute: la medicina territoriale, di prevenzione e controllo.

E’ lì che, in applicazione della Lr 23/15, può realmente integrarsi la medicina territoriale e ospedaliera. Il Presst deve essere un punto nodale della rete socio-sanitaria preposto all’erogazione di servizi a medio- bassa intensità, eroga e valuta le cure primarie, la diagnostica di base, la prevenzione, la teleassistenza.

Crema sta chiedendo alla Regione il suo Presst, Cremona sta chiedendo l’ospedale nuovo, Casalmaggiore, che ha un Presst che non può fare diagnostica di base per mancanza di spazio, cosa chiede?

Ha qualche idea? Intanto che siamo gli ultimi a non avere una tangenziale, non abbiamo una linea ferroviaria vera, non abbiamo strutture sanitarie adeguate, ci accontentiamo di mezzo palazzetto, pur di non disturbare in Regione?

Se all’ASST di Cremona, proprietaria dell’ospedale vecchio, fosse destinato un finanziamento vincolato al recupero dell’immobile e alla creazione di un vero Presst noi risolveremmo diversi problemi in una volta.

Risaneremmo un’area abbandonata da trent’anni e in uno stato di degrado inaccettabile; avremmo tutti gli spazi necessari per un Presst funzionante e potenziato che potrebbe essere anche la sede dell’ambito territoriale casalasco – viadanese autonomo come auspicato nella riorganizzazione delle Ats e promesso da Gallera.

L’Asst, che oggi spende in affitti, vedrebbe crescere il proprio patrimonio immobiliare e il palazzo della fondazione Busi di Piazza Garibaldi, potrebbe proficuamente convertirsi, ad esempio, a residenze protette di cui c’è indiscusso bisogno.

Il comune di Casalmaggiore, attivando il casalasco, la Provincia e i consiglieri regionali cremonesi dovrebbe dare il La a un’operazione che risolverebbe contemporaneamente più problemi e avrebbe svariate ricadute positive”.

redazione@oglioponews.it

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