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Via Miglio e il problema logistico:
"Cambio di via è urgenza
immotivata in tempi di pandemia"

"Per ridurre le occasioni di contatto a tutti i cittadini, evitando loro la necessità/opportunità di uscire di casa, sono stati sospesi i concorsi, le fiere, le rate dei mutui, i pignoramenti, addirittura le revisioni delle auto, comprese quelle vecchie - spiega il cittadino - la cui sicurezza dovrebbe essere prioritaria rispetto al cambio di nome di una via, che senza dubbio si può rinviare".

QUATTROCASE (CASALMAGGIORE) – Ha scritto una lettera aperta al sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni, per rimarcare una incongruenza che si può ancora evitare con un po’ di buon senso. A farlo è Giuseppe Sarzi Amadè, residente a Quattrocase (frazione di Casalmaggiore), in quel tratto di via Case Sparse, che prende ora il nome di via Miglio. La sua contestazione è di tipo logistico e non certo politico, non sull’opportunità della scelta, quanto sull’opportunità della tempistica.

“Lunedì 26 ottobre è entrato in vigore l’ultimo Dpcm – scrive Sarzi Amadè – con la restrizione delle norme sul contenimento del contagio Covid19, valido per l’intero territorio nazionale. Nello stesso giorno, la mia famiglia ha ricevuto la notifica del messo comunale sulla variazione del nome e del numero civico della via, già Case Sparse, destino comune agli altri suoi residenti nella frazione di Quattrocase, cui seguiranno tutti quelli delle altre frazioni, pure residenti in Via Case Sparse. Sono interessate da subito qualche decina di persone, poi qualche centinaio per tutto il Comune di Casalmaggiore. La necessità, per tutti questi cittadini, del cambio di nome di tutti gli spezzoni di via Case Sparse di tutte le frazioni, è presente da oltre un decennio ed ha visto le precedenti Amministrazioni distratte al riguardo, come per altri problemi esclusivi delle frazioni. Adesso, però, appare inopportuna l’urgenza, improvvisamente in questo particolare momento di emergenza sanitaria, di convocare tutti i cittadini interessati dal cambio di nome alla via per l’aggiornamento di alcuni documenti personali. Altrettanto dovrà essere fatto per le posizioni INPS, Agenzia delle Entrate, INAIL, Assicurazioni, Banche, Utenze, passaporto (sperando di non dimenticare niente) e per tutte le piattaforme digitali professionali e non, particolarmente rigide nella loro operatività non ordinaria, ossessionate come sono dalla riduzione dei costi e dall’efficienza, trascurando e condannando le eccezioni e chi vi è incappato”.

“Da una parte, quindi – scrive Sarzi Amadè – “si raccomanda fortemente a tutte le persone fisiche di non spostarsi”, giungendo addirittura a “scoraggiare fortemente di ricevere nelle abitazioni private persone diverse dai conviventi, salvo che per situazioni di necessità ed urgenza”, dall’altra si prosegue come se nulla fosse nella convocazione di persone per attività che nulla hanno a che fare con vere emergenze. Inoltre, gli uffici comunali, come tanti altri, dovranno sottostare per il 50% al lavoro da casa degli impiegati, causando un aumento dell’arretrato di lavoro e del disagio per i servizi coinvolti, quali Servizio Tecnico, Polizia Locale, Servizio Attività Produttive, Ufficio Tributi, Centro Servizi al Cittadino e Ufficio Anagrafe”.

“Per ridurre le occasioni di contatto a tutti i cittadini, evitando loro la necessità/opportunità di uscire di casa, sono stati sospesi i concorsi, le fiere, le rate dei mutui, i pignoramenti, addirittura le revisioni delle auto, comprese quelle vecchie – spiega il cittadino – la cui sicurezza dovrebbe essere prioritaria rispetto al cambio di nome di una via. Questa rimane certamente una necessità, ma rinviabile anch’essa a fine emergenza sanitaria, sospendendo le fasi conclusive della procedura burocratica, di via Case Sparse di Quattrocase, come di tutte quelle omonime delle altre frazioni, con la speranza che questo appello venga accolto, rispetto alla inutile telefonata dell’altro giorno”.

“Non sembra il caso di aggiungere problemi a problemi – conclude Sarzi Amadè – nemmeno di coinvolgere in questo momento la Prefettura, cui è demandato il monitoraggio delle misure previste dal citato Dpcm, impegnata in ben altre priorità. Il cambio di via e numero non è previsto dal Dpcm fra le attività sospese, ma nemmeno fra quelle essenziali. Purtroppo, chi scrive è diventato particolarmente sensibile al continuo aggravarsi del dramma di questi giorni, avendo perso recentemente la madre per le conseguenze indirette del virus, mentre i figli, per esigenze lavorative, sono continuamente sottoposti a tampone. Inoltre, abitando appunto ancora a vista dell’Ospedale Oglio Po, si sente di contestare assolutamente l’affermazione del Sindaco Bongiovanni: “Non sentiamo più, fra l’altro, le sirene delle autoambulanze che squarciavano il silenzio”, percezione evidentemente limitata a Piazza Garibaldi. Grazie, in ogni caso, dell’attenzione”.

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