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Tra nostalgia e speranza... Buon San Carlo a tutti i casalesi (e casalaschi)!

Vogliamo comunque ricordare i tempi in cui San Carlo si poteva festeggiare con una delle fiere più sentite dal territorio Oglio Po, con un video evocativo e nostalgico, che mette in parallelo piazza Garibaldi e i “luoghi di San Carlo” filmati nel 2019 e nel 2020, con l’augurio che questo momento collettivo per Casalmaggiore (e non solo) torni presto. GUARDA IL VIDEO

CASALMAGGIORE – Piazza Garibaldi a Casalmaggiore piangono, ma basta giocare un po’ col ricordo e in parte con la fantasia, per accorgersi com’era soltanto un anno fa. Il 4 novembre non è soltanto la Festa delle Forze Armate e della Vittoria, in Italia. Per Casalmaggiore 4 novembre significa San Carlo Borromeo, il patrono. Il giorno in cui ai bambini delle scuole elementari venivano, e verranno in futuro, donati i biglietti omaggio per poter andare sulle giostre; il giorno spesso conclusivo, a meno che subito dopo non giungesse il weekend, di una delle manifestazioni più amate del Casalasco, e in generale della provincia, capace infatti di attirare visitatori dalle province vicine di Mantova, Parma e Brescia.

San Carlo è sempre stata, e tornerà presto ad essere, una Fiera completa: piazza Garibaldi come un grande luna park per fare impazzire i più giovani, senza però che gli adulti rinunciassero mai a qualche giro di giostra, qualche minuto di ritorno al passato, ad altre fiere di San Carlo. E ancora le caldarroste, i panini del “lurido” come qualcuno ama chiamarli, le piadine, dolciumi vari. Si va alla fiera, per San Carlo, anche per trasgredire un po’ la dieta tradizionale, con buona pace di quei grassi e carboidrati in più: ci sarà tempo per rimettersi in forma. San Carlo ha sempre consacrato quella piazza tanto grande, una delle più vaste d’Italia, e così vicina al fiume Po, una delle più vicine in assoluto a un corso d’acqua tanto imponente. E se è vero che, come dice il detto, “coi ad Casalmagiur is vanta da par lur”, quelli di Casalmaggiore si vantano per conto loro, allora la Fiera di San Carlo è sempre stato uno dei motivi per farlo con maggiore forza e orgoglio.

San Carlo è sempre stata, e tornerà ad essere, pure il mercato contadino nelle vie dopo l’Isola Bella, che portano al Duomo: trattori, mezzi agricoli, un ampio spazio per le esposizioni, perché San Carlo a Casalmaggiore nasceva così, secoli fa, come una mostra mercato. Come dimenticare, infine, la sagra del cotechino e del blisgòn? Da sempre organizzata nel cortile dell’ex Turati, negli ultimi due anni era stata trasferita nei locali dell’Oratorio Maffei e lì dovrebbe, potrebbe, tornare sin dall’anno prossimo. Sì, perché la speranza, tra nostalgia e ottimismo, è di tornare presto a celebrare San Carlo, Casalmaggiore e la sua fiera. Perché questa parentesi Covid sia soltanto una “scusa” – più che valida, ci mancherebbe – per fermarsi e poterla riassaporare ancora di più. Nel frattempo buon San Carlo a Casalmaggiore, ai casalesi, ai casalaschi e a tutti quelli che amano la sua fiera!

Giovanni Gardani

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