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Associazione Famiglie:
"Dopo scuola fondamentale",
non si ferma

“Proprio in queste ore - spiegano il parroco don Claudio Rubagotti e il vicario don Arrigo Duranti - abbiamo studiato le normative e le prescrizioni della Diocesi e abbiamo, a malincuore, deciso di sospendere la catechesi in presenza, Per quanto riguarda invece l’attività di doposcuola, abbiamo deciso di concedere l’utilizzo dei locali già sfruttati in passato, con un ingresso apposito".

CASALMAGGIORE – Il servizio di dopo scuola proposto dall’Associazione Famiglie di Santo Stefano e San Leonardo a Casalmaggiore va avanti. E lo fa nel pieno rispetto delle norme e del nuovo DPCM. E’ vero infatti che il servizio viene somministrato all’interno di locali chiusi, quelli del Palazzo Abbaziale di Casalmaggiore, non distante dall’oratorio Maffei, ma il Decreto Ministeriale non vieta queste attività, come si può leggere all’articolo 1 comma 9 lettera c: “E’ consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare gli appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia”.

Sin qui, dunque, nulla di strano e nessuna necessità di deroga, che peraltro il sindaco non potrebbe concedere, come spiega il testo stesso del Decreto. Il punto da dirimere però era quello legato alle disposizioni della Diocesi di Cremona, che ha caldeggiato la possibilità di tenere incontri a distanza. Qui va fatto un distinguo: da un lato ci sono le attività oratoriali e più legate all’aspetto religioso, come il catechismo, per intenderci; dall’altro le attività parrocchiali, che nel caso specifico del dopo scuola sono svolte da associazioni che camminano in parallelo con la realtà ecclesiastica. “Proprio in queste ore – spiegano il parroco don Claudio Rubagotti e il vicario don Arrigo Duranti – abbiamo studiato le normative e le prescrizioni della Diocesi e abbiamo, a malincuore, deciso di sospendere la catechesi in presenza. Per quanto riguarda invece l’attività di doposcuola, abbiamo deciso di concedere l’utilizzo dei locali già sfruttati in passato, con un ingresso apposito e distinto dagli altri, da via Guerrazzi”.

Una scelta coraggiosa, che gli stessi sacerdoti spiegano. “Questo doposcuola specifico non può svolgersi a distanza, perché i ragazzi iscritti – una trentina circa – hanno per lo più genitori che lavorano, dunque averli presso il nostro Palazzo Abbaziale è un modo per dare una mano anche alle famiglie, oltre che a loro”. Una scelta appoggiata pure dal sindaco Filippo Bongiovanni: “L’associazione Famiglie ha la piena legittimità di svolgere questo servizio, peraltro molto importante per i ragazzi e le loro famiglie” ha detto il primo cittadino casalese.

G.G.

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