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CPS Viadana, interviene
il difensore regionale: il
problema è serio e va affrontato

Lo scrivente Ufficio condivide le perplessità manifestate dal dott. Lazzarini in seguito alla trasmissione, per opportuna conoscenza, delle risposte fornite a questo Ufficio dagli enti interpellati

VIADANA – Il problema esiste. Non ne avevamo alcun dubbio, perché i numeri parlano da soli e perché le segnalazioni sul CPS di Viadana (un solo psichiatra a disposizione per 20 ore settimanali con un bacino d’utenza di poco sotto alle 50 mila unità, composto dalla popolazione di 10 differenti comuni) ci sono da tempo.

A riconoscere la gravità della situazione il difensore regionale della Lombardia Carlo Lio, ma anche e con diversi accenti i due direttori generali delle ASST, per quella di Mantova Raffaello Stradoni e per quella di Cremona Giuseppe Rossi a cui il referente regionale ha chiesto delucidazioni. La segnalazione ufficiale era stata inoltrata da Stefano Lazzarini, segretario provinciale CONFSAL.

DIFENSORE REGIONALE – “In seguito alla segnalazione – spiega Carlo Lio – questo Ufficio ha ritenuto opportuno chiedere informazioni e chiarimenti in merito all’asserita mancanza di personale psichiatrico presso il CPS di Viadana a tutti i soggetti competenti già coinvolti dall’interessato.

Con nota del 21.09.2020 il direttore generale dell’ASST Mantova, nel confermare le criticità denunciate dal dott. Lazzarini, seppure sostenendo la necessità di “introdurre in ambito psichiatrico soluzioni di presa in carico innovative che valorizzino le altre figure professionali” presenti nel CPS di Viadana, assicurava che avrebbe assunto ogni iniziativa utile all’acquisizione delle figure mediche di riferimento (all. 1).

Con nota del 30.10.2020 il direttore generale dell’ASST Cremona ha confermato come dal marzo 2020 è in servizio presso il CPS di Viadana solo uno psichiatra con contratto libero professionale a 20 ore settimanali, specificando peraltro che la Regione Lombardia, con DGR n. 795 del 12.11.2018, ha dato avvio ad un “processo di stabilizzazione della collaborazione gestionale per l’area interaziendale casalasco-viadanese”, con conseguente approvazione di un nuovo specifico atto convenzionale di durata triennale (gennaio 2019-dicembre 2021) da parte della ASST Mantova e dell’ASST Cremona (all. 2).

In seguito ad una verifica compiuta dall’ATS Valpadana, è stato chiesto all’ASST Mantova di produrre una relazione di “rivalutazione strutturale e organizzativa dell’offerta sanitaria psichiatrica sul territorio casalasco-viadanese. In particolare, l’ASST Mantova ha proposto, nel breve termine, di sopperire alle carenze rilevate attraverso l’integrazione con le strutture psichiatriche di Quistello, Suzzara ed Ostiglia e nel lungo termine, considerata la presenza nel medesimo territorio del CPS di Casalmaggiore, di formulare istanza di trasformazione del CPS di Viadana in Centro diurno psichiatrico” (all. 3).

Lo scrivente Ufficio condivide le perplessità manifestate dal dott. Lazzarini in seguito alla trasmissione, per opportuna conoscenza, delle risposte fornite a questo Ufficio dagli enti interpellati (all. 4).

La trasformazione del CPS di Viadana in altra unità d’offerta, di diversa natura, non risolve di certo i problemi denunciati, in quanto gli utenti del territorio viadanese vengono sostanzialmente privati di un servizio e per accedere allo stesso devono recarsi preso il CPS di Casalmaggiore.

In considerazione di quanto finora esposto, prego l’amministrazione regionale in indirizzo di voler valutare la correttezza e l’adeguatezza delle scelte effettuate dall’ASST Mantova per la riorganizzazione dell’offerta sanitaria psichiatrica nel territorio di competenza”.

LO STORICO E LA SITUAZIONE ATTUALE – Il servizio a Viadana, sede attuale del CPS (Centro Psico Sociale), era sorto nel 1996 dalle USSL 50/52 – Casalmaggiore-Viadana. Successivamente, nel 1998, con la provincializzazione delle aziende sanitarie lo stesso era stato accorpato al D.S.M. (Dipartimento di Salute Mentale) di Mantova staccandosi definitivamente dal territorio cremonese. Avrebbe dovuto servire 10 comuni (Viadana, Pomponesco, Dosolo, Marcaria, S. Martino Dall’Argine, Commessaggio, Bozzolo, Rivarolo Mantovano, Gazzuolo, Sabbioneta), per una popolazione di poco sotto alle 50 mila unità. Per rispondere alle occorrenze della salute mentale dei cittadini, i tre medici psichiatri, in servizio a tempo pieno, presso il CPS, erano appena sufficienti per governare e garantire l’attività ambulatoriale e territoriale, come si evince dai dati inviati a Regione Lombardia a mezzo apposita applicazione psiche web.

Dal 2010 in poi, gli psichiatri che, a vario titolo, si erano trasferiti in altre strutture, non sono mai stati sostituiti nell’organico. Pertanto attivi erano rimasti unicamente due medici psichiatri. Dal 2015 poi, in seguito alla nuova convenzione dell’area Casalasco-Viadanese la gestione clinica era stata affidata ai dirigenti medici del territorio cremonese (CPS Casalmaggiore, SPDC Oglio Po) mentre a livello amministrativo, la gestione del personale (retribuzione del personale dipendente, assunzioni e sostituzioni del personale, parco-auto, richieste ferie, etc.) era rimasta di competenza all’ASST di Mantova che, secondo la convenzione, avrebbe dovuto garantire il ripristino del personale perduto nella stessa misura prevista dalla pianta organica dell’anno 2015.

“Un vero e proprio mostro giuridico – lo aveva descritto così Stefano Lazzarini – gestionale ed organizzativo”. Successivamente nell’anno 2018, uno dei due medici, a tempo pieno, si era trasferito in altra azienda. Conseguentemente era rimasto un solo medico psichiatra fino al mese di febbraio 2020 quando, anche quest’ultimo dirigente medico psichiatra, aveva scelto di trasferirsi in un altro servizio. Il CPS era rimasto privo di medici psichiatrici a tempo pieno ed era stato riorganizzato con l’immissione di un solo medico psichiatra, assunto con contratto di lavoro libero professionale, da ASST di Mantova, con prestazione di 20 ore settimanali.

N.C.

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