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Distretto Rotary 2050,
un aiuto concreto agli ospedali
nello tsunami della pandemia

L’obiettivo raggiunto grazie a questo sistema è la riduzione sensibile del carico di lavoro del personale delle Terapie Intensive, garantendo un elevato livello di sorveglianza senza diminuire quello assistenziale. E questo risultato, già determinante nel corso della prima ondata, si sta rivelando prezioso anche in questa seconda fase della lotta al Coronavirus.

La Rotary Foundation è intervenuta in modo massiccio per far fronte all’emergenza Covid, con interventi sostanziosi che si rendono preziosi anche nel corso di questa seconda ondata. Alcuni di questi interventi hanno visto protagonista direttamente il Distretto Rotary 2050, che per l’annata 2019/2020 era diretto dal Governatore Maurizio Mantovani, cremonese di San Giovanni in Croce.

In particolare il Global Grant Telemedicina, del valore complessivo di 190mila dollari, 94mila dei quali coperti dall’intervento della Rotary Foundation (la parte restante comunque a carico dei Rotary Club). Si tratta di un sistema di telecontrollo dei parametri vitali dei pazienti usciti da terapia intensiva acquistato grazie ai Fodd (Fondi di Dotazione Distrettuali) derivanti dalle donazioni dei Club e Rotariani del Distretto. Il sistema è in grado di monitorare, con l’ausilio di sensori indossati attraverso un bracciale o un collare, alcuni parametri in tempo reale anche per 24 ore su 24: la saturazione di ossigeno, la pressione arteriosa, l’elettrocardiogramma, la frequenza cardiaca e la temperatura. Tutti questi segnali sono inviati via wireless a un server centrale (con estrema attenzione alla privacy) controllato da un operatore che in questo modo è in grado di tenere sotto controllo tutti i pazienti monitorati (fino a un massimo di 32) tramite una semplice interfaccia grafica e rilievi acustici.

L’obiettivo raggiunto grazie a questo sistema è la riduzione sensibile del carico di lavoro del personale delle Terapie Intensive, garantendo un elevato livello di sorveglianza senza diminuire quello assistenziale. E questo risultato, già determinante nel corso della prima ondata, si sta rivelando prezioso anche in questa seconda fase della lotta al Coronavirus. Questa strumentazione è stata donata agli ospedali di Brescia, Cremona, Piacenza e Pavia. Un altro importante progetto, che in questo caso ha coinvolto tutti i 13 Distretti Rotary italiani, consiste in un’unita Triage donata a 28 ospedali del nostro Paese con l’obiettivo di dotarli di un pacchetto con tecnologia innovativa in grado di minimizzare il rischio di contagio degli operatori, favorendo l’interruzione della catena di infezione. Anche in questo caso una delle donazioni è stata fatta all’ospedale di Cremona, oltre a quello di Mantova e alla Poliambulanza di Brescia (i tre interessati del Distretto 2050). Il progetto ha un valore complessivo di un milione e 350mila euro, con un intervento della Rotary Foundation di 705mila euro e la parte restante sempre a carico dei club e soci donatori.

Ognuna delle unità donate è dotata di due Gate termoscanner in grado di rilevare immediatamente la febbre, una Covid Triage Unit, vale a dire cabine isolate collegate da remoto con un team di medici specialisti, in grado di rilevare alcuni parametri e di eseguire il tampone faringeo in condizioni di estrema sicurezza, e una barella per il trasporto del paziente infetto o sospetto in alto bio-contenimento. Anche per finanziare questo progetto i 13 Governatori italiani hanno messo a disposizione i loro Fodd oltre a contribuzioni in contanti, sia dei Governatori stessi sia di alcuni generosi rotariani e club. Per sostenere il progetto sono stati anche coinvolti 5 Distretti americani e uno giapponese. Le dotazioni come già puntualizzato non esauriscono la loro utilità in questa fase, per le necessità immediate, ma potranno contribuire a contrastare eventuali nuove risalite dei contagi o per ricerche e sviluppi successivi.

«E’ stata per me una grande soddisfazione – afferma il Governatore Maurizio Mantovani – constatare come i 76 club del Distretto 2050 abbiano saputo trasformare una difficile situazione in un’opportunità, impegnandosi al massimo per supportare chi aveva bisogno durante la prima fase della pandemia con centinaia di progetti. Anche il Distretto ed i Distretti Italiani, grazie alla grande intesa tra i 13 Governatori, hanno fornito attrezzature di grande utilità ai 28 ospedali italiani. Nei giorni scorsi mi sono recato in Poliambulanza per alcuni esami ed è stato emozionante passare attraverso i termoscanner oggetto della nostra donazione».

Il dottor Giancarlo Bosio, da pochi giorni in pensione dopo aver ricoperto il ruolo di primario di Pneumologia, e rimasto (tra la soddisfazione espressa da tutti i cremonesi) al servizio dell’Asst di Cremona, così commenta le donazioni: «Sono state importanti, così come è stato grande l’impegno economico necessario alla loro realizzazione. Le attrezzature sono arrivate in piena pandemia e sono ancora in pieno utilizzo. Il calore umano e la vicinanza dimostrata durante la pandemia da tutti gli amici del Rotary, con la loro presenza, è stata di grande conforto e di sprone a tutti gli operatori sanitari». Il dottor Bosio sottolinea l’importante funzione di «sostegno emotivo che i Rotary ci hanno fatto sentire nei momenti più bui della pandemia il cui effetto è paragonabile solo, in campo sportivo, a una squadra che gioca in casa con la curva a suo favore».

redazione@oglioponews.it

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