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Le foto di Antonella
Pizzamiglio celebrano i 30 anni
dell'Accademia del Profumo

Il progetto prevede un percorso fotografico - olfattivo in mostra guidata da Antonella stessa in cui il visitatore può, per la prima volta, visualizzare ciò che annusa in un vortice di emozioni e sensazioni del tutto nuovi e lasciarsi andare a un inebriante delirio

MARTIGNANA PO – Accademia del Profumo, con sede a Milano, nasce nel 1990, è una associazione nazionale di imprese cosmetiche che raggruppa e rappresenta la filiera produttiva del profumo, dalle aziende di materie prime, ai prestigiosi brand di fragranze, agli esperti di comunicazione e distribuzione. Valorizza e diffonde la cultura del profumo come elemento che dona benessere e racchiude in sé creatività, eleganza ed espressione di stile.

Accademia del profumo si muove su vari livelli artistico/culturali attraverso mostre, percorsi olfattivi, corsi di formazione, premiazioni per raccontare il profumo da punti di vista sempre nuovi e trasversali. Importante ricordare che il profumo fa parte della storia e della cultura dell’uomo da sette millenni ma è in Italia che ne trova origine così come lo conosciamo oggi; Antonella Pizzamiglio, artista e fotografa cosmopolita ma che mantiene forte l’orgoglio di italianità e tradizione, non può certo sottrarsi all’invito di Accademia del Profumo che la sceglie per celebrare i 30 ANNI attraverso i suoi scatti.

Il progetto prevede un percorso fotografico – olfattivo in mostra guidata da Antonella stessa in cui il visitatore può, per la prima volta, visualizzare ciò che annusa in un vortice di emozioni e sensazioni del tutto nuovi e lasciarsi andare a un inebriante delirio.

Accademia del Profumo dà inizialmente ad Antonella trenta micro-boccette numerate contenenti gocce di essenze, materia prima per la creazione di un profumo, nessun altro dettaglio, nemmeno il nome. Le dicono solo di annusare e che di queste ne verranno scelte dodici per il progetto.

Antonella annusa e registra a penna, su di un taccuino, le sensazioni che ne riceve. Antonella, pur usando tutte le tecnologie, ama il lavoro fatto con le mani, ama toccare la carta, vedere l’inchiostro che forma le parole, usare i sensi e lasciarsi andare alla naturalezza, alla vita. Annusa, annusa, annusa e segna tutto ciò che per mezzo dell’olfatto le arriva: un ricordo, un colore, una musica, il sole, il vento, elementi della natura, momenti di vita, addirittura la stalla del papà, pervasa dall’odore di fieno e letame, che le suscita l’essenza OUD, da cui nascono deliziose fragranze che sanno di legno e resine.

Le dodici essenze, le materie prime, vengono scelte e le viene detto il nome, alcune sono materie prime naturali altre molecole di sintesi: pelle scamosciata, nota marina, nota legnosa, erba, muschio, frutti, cacao, oud, rosa, bergamotto, cardamomo, iris. Antonella ora deve tradurle in scatto.

Comincia con l’Iris e ne esce una foto meravigliosa di un fiore, ma non va bene, è una bellissima immagine ma è l’immagine di un fiore non della sua essenza. Così va a ripescare i suoi appunti e lo stato di trance dell’artista ha inizio; come rendere visibile l’invisibile?

Si lascia trasportare dalle sensazioni, dalle vibrazioni della materia che si traducono in vibrazioni del suo corpo, gli aggettivi nella sua testa scorrono, fresco, amaro, rigoroso, dolce, esplosivo, femminile, forte, delicato, giallo/verde, perle, nutella, cedrata tassoni!!!! E così, day by day le fragranze unite alle emozioni viscerali, quasi spasmodiche dell’artista danno vita a dodici foto astratte che a loro volta sapranno attorcigliare le viscere dei visitatori… touché, obbiettivo raggiunto e gli organizzatori stupefatti, si trovano davanti un lavoro mai visto prima.

Antonella vuole che le sue emozioni penetrino nel visitatore suscitandone altre, anche se in maniera diversa. I set fotografici nascono da un viaggio dentro sé stessa in cui tutti i sensi hanno un ruolo, allucinazioni notturne che si tramutano la mattina nella costruzione del set in cui la luce, foriera di plurime prospettive, traduce un odore e ciò che scatena nell’intimo della fotografa, in opera d’arte.

“Foto-Grafia” dal greco trascrizione della luce, anch’essa elemento naturale e impalpabile che conduce ad un esito puro, astratto ma reale, meraviglioso e mirabolante senza nessuna elaborazione grafica, solo luce e anima. La mostra è pronta, dodici scatti racchiusi in istallazioni che richiamano la boccetta del profumo, con a fianco l’essenza madre annusabile tramite una mouillette.

Inaugurata a Settembre all’Ape Parma Museo si sposta poi a Milano al Museo della Scienza e della Tecnologia nella Sala delle Colonne. La visita è guidata, l’artista porge la fragranza e racconta come è arrivata alla foto, come questa materia prima vibrante, ha vibrato in lei e continua a vibrare nell’immagine.

Tra i visitatori molti nomi della moda, molte le testate che ne hanno parlato, grande il successo. La mostra è itinerante e questo mese avrebbe dovuto essere a Venaria Reale a Torino ma il Covid ha costretto a sospendere momentaneamente il viaggio attraverso lo stivale che ripartirà appena possibile.

“Quando mi è stato chiesto di rappresentare le essenze principali che hanno fatto la storia del profumo degli ultimi trent’anni ne fui orgogliosa, del resto lavoro nel settore da oltre due decenni curandone la comunicazione. Mi sono però trovata davanti ad un compito decisamente arduo oltre che insolito e allora, dopo un attimo di turbamento, ho messo in campo me stessa, il mio rapporto con l’universo, ho fatto si che la materia vibrasse all’unisono con me, mi sono abbandonata e lasciata guidare dalle emozioni che volevo restituire a chi sarebbe venuto alla mostra.

Non era mio interesse che piacesse o meno, volevo che scuotesse, volevo che l’invisibile diventasse musica, prato, delizia, ricordo, sole, pioggia, stupore… volevo che le corde dell’anima fossero toccate, volevo che vibrassero”.

L’arte è la traduzione di stati d’animo, ma soprattutto di sensibilità profonde, colorate, sconvolgenti e sconvolte dall’universo che viene percepito fino all’ultimo grano, sensibilità che mettono in mano a queste creature extrasensoriali le abilità per regalare al mondo l’immortalità.

Giovanna Anversa

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