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Debolmente positivo, costretto
ai test a pagamento: la
storia di un 60enne casalasco

Ci ha contattato lui stesso, pregando di mantenerne l'anonimato ma fornendoci al contempo la certificazione di ATS Valpadana che pone termine alla sua quarantena

Dovrà pagarsi il test per capire se quel ‘debolmente positivo’ si è tramutato in un ‘negativo’. Per poter riprendere appieno la vita precedente al contagio. E gli costerà 80 euro. Oppure far finta di nulla. Questa la storia che ha vissuto (e sta tutt’ora vivendo) un 60enne Casalasco, A., a causa del Covid. E a causa di un’organizzazione, quella che dovrebbe seguire e sino in fondo i pazienti colpiti dal virus, che ha mostrato e mostra qualche lacuna.

Ci ha contattato lui stesso, pregando di mantenerne l’anonimato ma fornendoci al contempo la certificazione di ATS Valpadana che pone termine alla sua quarantena.

Il 61enne era stato diagnosticato positivo il 23 ottobre scorso, e la positività era stata confermata per una seconda volta in un successivo esame refertato il 7 novembre. Ad una settimana da quel responso, ATS non lo contatta più. E’ lui stesso ad attivarsi: “Non vengo più contattato dalla Ats Valpadana – ci spiega – così chiamo il numero verde e mi dicono che si sono dimenticati di avvisarmi per il tampone. Non me la prendo, può succedere in questo periodo. Vengo in seguito ricontattato per l’appuntamento al tampone mercoledì 18. Il referto arriva venerdì, sono debolmente positivo e ATS certifica la fine dell’isolamento”.

E’ finita? Non proprio… “Comincia la tiritera delle telefonate. Chiamo il medico condotto mi dice che non può fare nulla perchè sono fuori protocollo, sul sito del covid non risulto più da nessuna parte, non posso nemmeno fare il tampone perchè non ho i parametri per farlo. Chiamo numero verde e il numero di Ats Valpadana. Non c’è verso di fare un ulteriore tampone per vedere se sono negativo. Stamattina dietro consiglio del medico condotto chiamo il reparto infettivologi di Cremona e mi dicono che l’unico sistema per vedere se sono negativo è fare il tampone a pagamento. Dunque mi trovo in una situazione anomala. Non sono più in quarantena ma non posso vedere i miei figli e i nipoti, in casa con mia moglie continuiamo a vivere separati nel senso che ognuno ha il proprio bagno, mangia per proprio conto e si dorme in letti diversi. Però posso uscire e considerando che sono debolmente positivo potrei ancora contagiare qualsiasi persone che vado a contatto. A questo punto chiamo l’ospedale Ogliopo e mi dicono che il tampone costa ben 80,00 euro. Se tutto va bene OK, se risulto ancora debolmente positivo cosa succedera? Tra dieci giorni devo spendere ancora 80,00 euro per vedere se sono negativo e finalmente vivere felice in famiglia? Se questa è la sanita italiana e l’organizzazione sulla gestione covid, stiamo freschi, la pandemia continuerà per anni”.

redazione@oglioponews.it

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