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Motta Baluffi e il caso limite
Covid: positivo a febbraio
e di nuovo a novembre

Gli attualmente positivi nel piccolo comune di novecento abitanti sono 6 in tutto, ma uno di questi era già stato dichiarato positivo a febbraio, durante l’inizio della prima ondata. Dunque un caso di ri-positivizzazione decisamente poco frequente, che la medicina prova a spiegare in tre modi.

MOTTA BALUFFI – Torna al centro della cronaca legata al Coronavirus il piccolo comune casalasco di Motta Baluffi. Era già accaduto a maggio, quando a risultare positivo era stato un bambino di soli 4 anni, per quanto asintomatico ma al quale venne somministrato il tampone perché era venuto in contatto con un Covid-positivo adulto. All’epoca – era il 16 maggio per la precisione – il Covid si conosceva da tre mesi, aveva mietuto diverse vittime specie nella nostra provincia ma si pensava che i bambini fossero praticamente immuni. Quello del bambino di Cingia, non a caso, era risultato un caso limite e uno dei primi accertati in Italia di individuo in età pre-scolare positivo al virus.

Adesso Motta fa registrare un’altra sfortunata eccezione: a renderla nota su Facebook è il sindaco Matteo Carrara, il quale approfitta dell’aggiornamento per fare il punto della situazione. Gli attualmente positivi nel piccolo comune di novecento abitanti sono 6 in tutto, ma uno di questi era già stato dichiarato positivo a febbraio, durante l’inizio della prima ondata. Dunque un caso di ri-positivizzazione decisamente poco frequente, che la medicina prova a spiegare in tre modi: o il tampone falso negativo, ma non è questo il caso perché è passato troppo tempo, ormai otto mesi, dal primo tampone; oppure la presenza di RNA virale che, in modo asintomatico, mantiene la positività al virus; o ancora la possibilità che gli anticorpi sviluppati dopo il primo contagio fossero troppo deboli e soprattutto abbiano fatto effetto per un periodo di tempo limitato. Qualunque sia la motivazione, il caso è stato certificato e il sindaco approfitta di questo episodio per un monito: “Oltre a ricordarci di prestare la massima attenzione, questo episodio dimostra che si può riprendere il Covid anche a distanza di tempo. La prudenza non è mai troppa” scrive Carrara.

Giovanni Gardani

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